ACR Messina sull'orlo del baratro: il 10 giugno in tribunale si discuterà il fallimento. In dubbio l'iscrizione in serie DACR Messina sull'orlo del baratro: il 10 giugno in tribunale si discuterà il fallimento. In dubbio l'iscrizione in serie D
Stadio San Filippo-Franco Scoglio

ACR Messina sull’orlo del baratro: il 10 giugno in tribunale si discuterà il fallimento. In dubbio l’iscrizione in serie D

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Dopo la retrocessione sul campo, che ha condannato il Messina alla serie D, la società peloritana è sul baratro del fallimento. Le sorti dell’ACR Messina sono appese a un filo che si lega a doppia mandata all’udienza fissata per il prossimo 10 giugno dinanzial giudice della prima sezione civile-fallimentare del Tribunale. 

La Procura ha chiesto infatti la liquidazione giudiziale. Per salvare il club dal fallimento e non relegare il calcio in riva allo Stretto alle categorie inferiori (nemmeno la serie D, insomma) si dovrebbe trovare una cordata disposta a saldare i debiti e da lì programmare un nuovo futuro; oppure si procederà con la nomina di un curatore fallimentare quale epilogo della fantomatica gestione lussemburghese subentrata alla proprietà Sciotto di fatto con una stretta di mano e una fetta di quote di minoranza rimaste all’ex patron, per scelta poi uscito di scena nella fase più burrascosa. Il dirigente maggiormente in vista negli ultimi mesi è stato Stefano Alaimo, poi sono arrivati i deferimenti per le vicissitudini societarie. 

La tifoseria giallorossa attende ora giugno con animo quasi rassegnato, anche se ha sostenuto in massa la volenterosa squadra biancoscudata fino alla sfida conclusiva con il Foggia, perduta allo ‘Zaccheria’ per effetto del gol dell’ex Emmausso. 

Se il Messina dovesse ricominciare dalla serie D troverebbe nel girone I un nutrito gruppo di squadre siciliane: Nissa, Ragusa, Enna, Sancataldese, CastrumFavara, Nuova Igea, Paternò, Acireale e le neopromosse Milazzo e Athletic Palermo.

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