Alaa Faraj, accusato di essere uno scafista è uscito di prigione: “l’aria adesso sa di libertà”

Alaa Faraj 1779177655971.jpg alaa faraj sara scarcerato la corte d appello riapre il caso Alaa Faraj, accusato di essere uno scafista è uscito di prigione: "l'aria adesso sa di libertà" Alaa Faraj 1779177655971.jpg alaa faraj sara scarcerato la corte d appello riapre il caso Alaa Faraj, accusato di essere uno scafista è uscito di prigione: "l'aria adesso sa di libertà"
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Alla F. Hamad Abdelkarim, libico di 31 anni, conosciuto come Alaa Faraj, è uscito di prigione dopo aver trascorso 10 anni nel carcere di Palermo, accusato di essere uno scafista.

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È in Italia dal 2015, quando, lasciata la Libia, è sbarcato a Catania. Sulla nave che lo ha condotto in Sicilia c’erano 362 persone migranti, 49 delle quali furono trovate morte nella stiva. La giustizia italiana lo accusò di essere uno degli scafisti della nave e nel 2021 lo condannò a 30 anni di reclusione per i reati di omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nonostante sulle indagini e sulle accuse fossero emersi fin da subito parecchi dubbi.

Nel 2025 Alaa Faraj era stato già graziato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La grazia era stata, però, soltanto parziale e aveva estinto una parte della pena. Lunedì 18 maggio la Corte d’appello del tribunale di Messina aveva deciso di accogliere l’istanza di revisione del processo e l’istanza della difesa di sospensione dell’esecuzione della pena, concedendo quindi la liberazione del giovane libico.

“Ce l’ho fatta, – dice Faraj abbracciando Alessandra Sciurba che lo aspettava fuori dal carcere di Palermo e che sposerà a breve – ce l’abbiamo fatta”. La Sciurba, ricercatrice e attivista, ha scritto con Faraj il libro, pubblicato da Sellerio nel 2025, “Perchè ero ragazzo” in cui racconta la sua storia, dalla partenza alla detenzione.

“Io sono finalmente libero, ma dentro al carcere ci sono ancora ragazzi innocenti accusati ingiustamente di questa barbarie – racconta Alaa Faraj a TGR Siciliaspero che la giustizia sia fatta non solo per me ma per tutti i miei compagni di viaggio. Ci sono stati tanti momenti bui, ma non ho smesso neanche per un secondo di credere in quest’esito. L’aria è cambiata: ora sa di libertà. Non la sentivo dalla guerra civile del 2014.”

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