“Anfore&Petrolio”: Pubblico numeroso e interventi autorevoli in occasione dell’evento ideato dalla Prof.ssa Paci a Gela

Anfore Petrolio "Anfore&Petrolio": Pubblico numeroso e interventi autorevoli in occasione dell’evento ideato dalla Prof.ssa Paci a Gela Anfore Petrolio "Anfore&Petrolio": Pubblico numeroso e interventi autorevoli in occasione dell’evento ideato dalla Prof.ssa Paci a Gela
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I grandi miti che hanno contribuito a definire, per decenni o per secoli, l’immaginario della Sicilia: dalla Sicilitudine di Leonardo Sciascia al Gattopardo, dal separatismo all’autonomia speciale del secondo dopoguerra. L’isola è il macrocosmo, Gela invece il microcosmo che offre una prospettiva privilegiata per comprendere queste dinamiche, rispetto ad esempio a ciò che accadde dagli anni Cinquanta in poi con la scoperta del petrolio e la costruzione del petrolchimico, sullo sfondo dell’antica Acropoli. A distanza di tanti anni, il confronto tra quelle promesse e gli esiti della modernizzazione consente di interrogarsi criticamente sul rapporto tra sviluppo economico e memoria storica: Gela diventa così il laboratorio attraverso cui riflettere non solo sulla storia della Sicilia contemporanea, ma anche sulla forza dei miti che continuano ancora oggi a influenzarne la rappresentazione.

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Questo il cuore pulsante della conferenza “Anfore&Petrolio. Gela, le promesse della modernità e il sicilianismo”, tenutasi al Civico 111 e ideata e promossa dalla Prof.ssa Deborah Paci, storica dell’età contemporanea, docente presso l’università di Modena e Reggio Emilia. Sotto l’egida dell’Associazione culturale “Diacronie”, l’incontro ha delineato una prospettiva per il territorio di Gela e della Sicilia, promuovendo una riflessione volta a decostruire i miti dell’immobilismo e di una presunta mentalità refrattaria al cambiamento. L’obiettivo è favorire un processo condiviso di rilettura del passato e di costruzione della memoria collettiva, nel quale la comunità possa assumere un ruolo attivo nell’interpretazione e nella valorizzazione del proprio patrimonio storico e culturale. Tale percorso si fonda su uno sguardo critico, libero da stereotipi e orientato a mettere in relazione il passato con le sfide del presente e le prospettive del futuro.

All’evento che ha riscosso notevole partecipazione, molto interessanti e ampie sono state le analisi che la Prof.ssa Paci ha espresso sul tema, rispondendo alle domande del giornalista Domenico Russello che ha presentato l’incontro. Centrali nel “racconto” proposto dalla prof.ssa Paci i suggestivi scatti di Rocco Cuvato e Fabio Cafà, che con le loro fotografie e i loro contributi a margine dell’evento hanno arricchito di visioni ed esperienze l’iniziativa. Alquanto analitiche le parole del maestro Giovanni Iudice che ha evidenziato la necessità della riscoperta e della riappropriazione della storia da parte dell’intera comunità, per costruire una nuova realtà positiva e propositiva. Infine, la testimonianza di Chiara Giardino, giovane professionista tornata in città dopo anni di studio e lavoro in Friuli Venezia Giulia, con grande voglia di impegnarsi, mettersi in gioco e dedicarsi con passione alla costruzione di nuove prospettive per la propria città.

L’incontro è stato introdotto dalle osservazioni dell’Assessore alla cultura Peppe Di Cristina, in rappresentanza del Comune di Gela che ha patrocinato l’evento, e di Rocky Venezia del direttivo del Civico 111 che ha evidenziato l’impegno a costruire una nuova narrazione positiva e ricca di spunti nel settore culturale in città. Centrale, nell’ambito dell’evento, la proposta della Prof.ssa Paci di creare a Gela il “Museo della memoria del Novecento” legato principalmente a due momenti fondamentali per capire la storia locale e siciliana: lo sbarco dell’Operazione Husky e l’insediamento del polo petrolchimico.

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