Auto a noleggio rivendute con documenti falsi: 21 indagati per un giro da 1,4 milioni di euro

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Ventuno persone, residenti tra la Sicilia e diverse città italiane, sono state raggiunte dalla richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Palermo su un presunto sistema di truffe ai danni di società di autonoleggio. I reati contestati, a vario titolo, sono falso in atto pubblico, autoriciclaggio e appropriazione indebita, per un valore complessivo di oltre 1,4 milioni di euro.

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Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo e condotte dalla Compagnia di Bagheria, avrebbero fatto emergere l’esistenza di una struttura organizzata che operava attraverso un meccanismo ben collaudato: le auto, spesso di lusso, venivano noleggiate e successivamente reimmatricolate tramite falsi atti di vendita predisposti con la complicità di agenzie. I veicoli venivano poi rivenduti a concessionarie attraverso ulteriore documentazione falsa, rendendone difficile la tracciabilità. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il guadagno illecito derivava dalla differenza tra il costo del noleggio – spesso pagato solo per le prime rate – e il prezzo di rivendita sul mercato.

Il principale responsabile, già detenuto, è stato condannato in via definitiva il 17 novembre 2024 a 8 anni di reclusione. Il prosieguo delle indagini ha consentito di individuare altri 20 soggetti che avrebbero partecipato al sistema, agevolando il noleggio dei veicoli non solo in Sicilia, ma anche in grandi città come Napoli, Roma e Torino. Gli accertamenti si sono avvalsi anche di intercettazioni telefoniche e ambientali e della collaborazione delle autorità tedesche, che hanno permesso in un caso il recupero di un’auto trasferita in Germania.

Nel corso dell’inchiesta, il Gip del Tribunale di Palermo aveva già disposto misure cautelari, tra cui la custodia in carcere per l’organizzatore, e sequestri preventivi per un valore pari al profitto illecito. Tra i beni sequestrati anche una società utilizzata per le attività fraudolente e diverse auto di lusso, tra cui una Maserati Levante e vari modelli Audi. Nel 2024 è stata disposta la confisca definitiva, con restituzione dei veicoli alle società di noleggio.

Il profitto complessivo delle appropriazioni indebite è stato quantificato in oltre 1,47 milioni di euro, mentre il valore dell’autoriciclaggio contestato ammonta a circa 820 mila euro. Sarà ora il giudice dell’udienza preliminare a decidere sull’eventuale rinvio a processo degli indagati.

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