Caltanissetta – È scattato ancor prima della timbratura mattutina dei cartellini, il blitz della Guardia di Finanza che ha paralizzato le attività istituzionali nella sede centrale del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, in viale Regina Margherita. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria (Pef) hanno fatto accesso all’ufficio di presidenza per dare esecuzione a un decreto di acquisizione di atti e documenti contabili emesso dalla Procura della Repubblica nissena.
L’inchiesta, che si trova nella fase delle indagini preliminari e su cui viene mantenuto il massimo riserbo investigativo, è coordinata dal Pubblico Ministero titolare del fascicolo, la dottoressa Piera Anzalone.
Gli accertamenti del Nucleo Pef coprono un arco temporale molto esteso: gli ultimi 10 anni di gestione della “Multiservizi”, la società in house interamente controllata dall’ente che si occupa di servizi strumentali e manutenzioni sul territorio. Sotto la lente degli inquirenti sono finite, di conseguenza, non solo le ultime determinazioni politiche, ma anche l’intero e prolungato periodo delle gestioni commissariali che si sono succedute alla guida dell’ex Provincia Regionale. I magistrati intendono fare piena luce sui flussi finanziari, sui criteri di affidamento dei servizi e sulla regolarità dell’utilizzo delle risorse pubbliche stanziate nell’ultimo decennio per ripianare i costi o finanziare le attività della partecipata. Il focus investigativo si concentra in particolare sulla fedeltà dei bilanci della società partecipata dal 2016 a oggi. Il reato ipotizzato dai magistrati guidati dal procuratore Salvatore De Luca è infatti quello di false comunicazioni sociali, comunemente noto come falso in bilancio.
Dalla Procura non filtrano al momento indiscrezioni su eventuali iscrizioni nel registro degli indagati a carico di dirigenti dell’ente, ex commissari o amministratori della società che si sono alternati nell’ultimo decennio. I faldoni cartacei e i file informatici estrapolati durante la mattinata verranno ora catalogati e trasferiti al palazzo di giustizia per le successive perizie tecnico-contabili finalizzate a riscontrare l’ipotesi di reato.