A otto mesi dall’approvazione unanime in Consiglio comunale, i Punti Viola a Caltanissetta restano un progetto sulla carta. Nessuno degli spazi dedicati al supporto delle vittime di violenza di genere – previsti dalla mozione approvata il 2 maggio 2025 – è stato finora attivato in città. A denunciarlo è il collettivo Non Una Di Meno Caltanissetta, che parla apertamente di “purple washing” e di un impegno istituzionale rimasto solo nelle intenzioni. La mozione, intitolata “Istituzione dei Punti Viola e promozione della cultura del rispetto e della lotta contro la violenza di genere”, definiva questi luoghi come spazi riconoscibili all’interno di esercizi commerciali, uffici pubblici e istituzioni, dove chi subisce violenza o si trova in situazioni di pericolo possa ricevere ascolto, sostegno e informazioni sui servizi di aiuto. Un primo presidio di sicurezza diffusa, pensato per intercettare richieste d’aiuto immediate.
“Nonostante l’approvazione all’unanimità, a oggi – denuncia il collettivo nisseno – nessun Punto Viola è stato istituito”. “Un’idea irrealizzata – scrivono in una nota inviata alla stampa – che si scioglie come neve al sole e lascia la città priva di uno strumento che avrebbe potuto rappresentare un primo riferimento sicuro”. Nel documento vengono richiamati anche i recenti episodi di violenza avvenuti tra dicembre e gennaio: “Il 23 dicembre una giovane di 23 anni è stata aggredita e ha subito un tentativo di abuso mentre camminava da sola in centro. Il 9 gennaio un 26enne è stato raggiunto da un divieto di avvicinamento dopo aver perseguitato l’ex fidanzata, coetanea, con minacce, inseguimenti e strattoni”.
Per Non Una Di Meno, questi fatti dimostrano che il centro storico del capoluogo nisseno non è un luogo sicuro per le donne e che l’assenza dei Punti Viola rappresenta un’occasione mancata. “L’esigenza di sicurezza e protezione per le donne nissene è un’urgenza che non si può più rimandare – affermano – ed è intollerabile che ancora oggi ci venga impedito di camminare da sole per strada senza nemmeno avere la possibilità di un primo riferimento sicuro nel quale rifugiarci”. Il collettivo sottolinea come sia “già gravissimo dover pensare che una donna non abbia la libertà di uscire e muoversi da sola e che abbia bisogno di un Punto Viola”, ma giudica “ancora più grave che questo strumento venga trattato come l’ennesimo tema retorico, utile solo a evitare che si dica che non se n’è parlato”.
“Noi vogliamo fatti concreti, non delibere irrealizzate” – proseguono – chiamando in causa chi aveva avanzato la proposta otto mesi fa e rivolgendosi a tutte le istituzioni affinché “dimostrino che l’interesse non è di facciata, ma che la cosa pubblica si assume il dovere e la responsabilità di dare protezione e riconoscere il diritto alla libertà delle sue concittadine”. L’appello si chiude con un invito a trasformare le parole in azioni: “Dimostrate con i fatti di rendere concreta questa sensibilità sbandierata solo a parole. E fatelo adesso, senza aspettare che un’altra donna subisca violenza o cammini per strada accompagnata solo dalla paura che possa succederle qualcosa di grave”.
Concludono così i rappresentanti di Non Una Di Meno Caltanissetta.