L’ultima vicenda giudiziaria che coinvolge il deputato di Forza Italia Mancuso certifica ancora una volta il degrado morale delle istituzioni siciliane. Di fronte a questo – osserva il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino – la prima domanda da porsi è come sia possibile che un singolo deputato riesca a incidere su scelte e processi amministrativi. «La risposta è semplice: la Regione Siciliana si è trasformata in un centro di gestione della spesa pubblica al di fuori di ogni regola», afferma Mannino, sottolineando come questo stia generando «storture e illeciti, con una spesa pubblica finalizzata non a far crescere la Sicilia, ma al consenso politico e agli arricchimenti personali».
Per il segretario della Cgil «esiste una questione morale che va oltre i profili penali che si stanno aprendo». La seconda domanda da porsi, aggiunge, è se «la politica sia in grado di rompere questo sistema, avviando un’autoriforma che restituisca alla Regione il ruolo di programmazione e indirizzo, togliendo spazio ai maneggioni della spesa pubblica. Solo così può affermarsi una nuova idea di Sicilia. È questa l’unica risposta sensata che ci aspetteremmo». Mannino ricorda inoltre che «più volte il sindacato ha rilevato che il governo Schifani non è all’altezza della situazione e non affronta i problemi di fondo». La prova, afferma, è anche «il rifiuto di adottare regole più stringenti sulla spesa pubblica, come quelle contenute nel protocollo su appalti e legalità proposto dalla Cgil».
Il segretario conclude avvertendo che «finché proseguirà questo sistema senza regole, scavalcando persino gli enti territoriali, si continuerà a parlare di questione morale e di inchieste penali. E, cosa ancora più grave, le risorse pubbliche saranno piegate a interessi particolari e personali, invece di promuovere sviluppo, occupazione e benessere collettivo. È un sistema da interrompere – afferma Mannino – e questa dovrebbe essere la risposta della politica. Temo però che non arriverà, certificando ancora una volta l’inadeguatezza di chi governa. Mi auguro di essere smentito».