Era il 1903 quando un barile abbandonato in un angolo di New York rivelò al mondo il volto brutale della criminalità organizzata italo-americana. Dentro, il corpo mutilato di un uomo. Fu l’inizio di una lunga battaglia, e a combatterla fu un sergente siciliano, Joe Petrosino, che con coraggio sfidò l’omertà e il potere mafioso tra le ombre del quartiere Little Italy, a Manhattan. Quel barile, simbolo di una storia d’oltreoceano realmente accaduta, è stato protagonista al Parco urbano Palmintelli, nel primo spettacolo della rassegna teatrale promossa dal Parco Archeologico di Gela: Joe Petrosino e il delitto del barile, diretto da Marco Pupella e tratto dal romanzo di Salvo Toscano.
Il protagonista, il sergente Joe Petrosino, è ritratto come una figura che emerge quale ponte tra due mondi: quello dell’Italia d’origine e quello dell’America che lo ha accolto, incarnando il conflitto identitario e sociale di un’intera generazione di migranti. Nel cast: Vincenzo Pepe, Massimiliano Sciascia, Federico Cimò, Valentino Pizzuto, Mirko Ingrassia, Fabiola Arculeo, Luciano Sergiomaria, Francesco Grisafi, Nando Chifari e Daniela Pupella. Quest’ultima è tornata in scena anche nel secondo spettacolo della serata, Più o meno pausa, dedicato ai risvolti psicologici della menopausa.
Nel pomeriggio, il teatro mitologico dedicato ai ragazzi è stato curato dalla Compagnia Nuova di Palermo, con in scena Il Carro di Apollo. Ma non è stato solo teatro. L’iniziativa, pensata per valorizzare gli spazi del parco urbano nel cuore del capoluogo nisseno, ha offerto ai cittadini momenti di intrattenimento culturale e ha saputo creare un’esperienza immersiva e partecipata: gli spettatori, infatti, hanno vissuto la serata a stretto contatto con gli attori, senza barriere, in un’atmosfera di condivisione e socialità, grazie anche alla degustazione dei tipici cuddruruna nisseni offerti da FoFood.
La rassegna prosegue sabato 20 settembre con due nuovi appuntamenti. Alle ore 18:00, sotto gli ulivi saraceni, andrà in scena Doppio legame, storia tragicomica di un piccolo mafioso, scritta e interpretata da Turi Zinna, per la regia di Federico Magnano San Lio e la compagnia Retablo. Uno spettacolo che promette di affrontare con ironia e profondità il tema della criminalità e delle sue dinamiche sociali. Alle ore 20:30 sarà la volta di My name is 877 – L’ombra di Ulisse, opera di Michele Celeste portata in scena dalla Compagnia Officina Teatro, con un cast d’eccezione: Marcia Sedoc, volto noto dello spettacolo e icona del programma cult Indietro tutta; Moustapha Mbengue, attore affermato in Francia e nel cast di Io Capitano; e lo stesso Celeste, regista e interprete. Il video editing è curato da Elia Miccichè, con Diletta Costanzo come assistente alla regia. L’opera teatrale, premiata al Menotti Art Festival di Spoleto con il premio Fajialobi Divimpex Consulting e la menzione “Pace, libertà e diritti umani”, devolverà l’intero incasso all’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere.




















