Caltanissetta, la cattedrale si veste di nuovi affreschi firmati da Salvatore Seme

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La cattedrale di Caltanissetta ha recentemente completato il suo apparato decorativo con un nuovo ciclo di affreschi che impreziosisce le volte del transetto. L’opera, realizzata dal pittore Salvatore Seme, originario di Torre del Greco, rappresenta un intervento di rilievo per il patrimonio artistico cittadino, sia per la qualità pittorica sia per il valore simbolico e liturgico che porta con sé. Il progetto si articola in sei scene dedicate alla figura di Maria, patrona della cattedrale, e segue un itinerario biblico che include l’Annunciazione, la Visitazione, la Natività, la Presentazione al Tempio, il ritrovamento di Gesù tra i dottori e la Crocifissione.

Tutte tematiche congiunte, profondamente mariane — spiega il parroco, padre Gaetano Canalella —. Questa cattedrale è dedicata a Santa Maria la Nova, l’Immacolata, a seguito del trasferimento dell’antica chiesa Madre in questa nuova costruzione, che non è stata ultimata per trecento anni”.

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I lavori di costruzione dell’attuale cattedrale nissena iniziarono nel 1570, su un appezzamento di terra allora noto come Chianu di l’olivi. L’edificazione si concluse nel 1622, ma la struttura a tre navate terminava prima dell’attuale navata trasversale. “Il transetto e l’abside furono costruiti nel dopoguerra, ma la volta era rimasta incompleta — racconta la Soprintendente ai Beni Culturali di Caltanissetta, Daniela Vullo —. Il vescovo Russotto ha fortemente voluto questo intervento, coinvolgendo anche il nostro ente”.

Le recenti composizioni del maestro Salvatore Seme, svelate nel corso dell’inaugurazione del 27 settembre scorso, sono distribuite simmetricamente sulle volte, accompagnate da lunette narrative e da una fascia centrale con i medaglioni dei vescovi che hanno guidato la diocesi nissena negli ultimi 180 anni. Le insegne episcopali — mitria, croce e pastorale — completano l’apparato iconografico, con l’Ave Maria dipinta sulla mitria a sottolineare il legame tra ministero pastorale e devozione mariana. Tra gli elementi più significativi, si segnalano la presenza di angeli che fuoriescono tridimensionalmente dalle cornici delle nuove pitture, creando un effetto di apertura verso lo spazio liturgico, e uno specchio dipinto nell’affresco di Gesù al Tempio, che riflette simbolicamente l’altare e la croce gemmata.

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Il risultato si integra perfettamente e con equilibrio con gli affreschi storici di Guglielmo Borremans, e la qualità di Salvatore Seme era già nota per precedenti lavori nella diocesi nissena” — aggiunge la Soprintendente, commentando l’armonizzazione delle opere recenti con quelle realizzate tra il 1718 e il 1720 dal pittore fiammingo, e con gli affreschi nel catino absidale di Nicola Arduino, risalenti al secondo dopoguerra.

L’opera di Seme, pur esprimendo una sensibilità contemporanea, mantiene coerenza cromatica e compositiva con il contesto preesistente, evitando contrasti stilistici e favorendo una lettura unitaria dello spazio sacro.

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La nostra cattedrale è il fiore all’occhiello del patrimonio culturale nisseno, sia per l’aspetto architettonico che per quello artistico. La realizzazione di questi affreschi contribuisce a valorizzarla ulteriormente e rappresenta un elemento di attrazione per i visitatori” — conclude Daniela Vullo ai nostri microfoni.

Il progetto è stato realizzato senza ricorso a fondi pubblici: hanno contribuito il Capitolo della cattedrale, le parrocchie di Santa Lucia e San Pietro, e la Banca di Credito Cooperativo G. Toniolo e S. Michele.

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