Caltanissetta, opposizioni all’attacco della Giunta Tesauro per il mancato contributo autobotti Caltanissetta, opposizioni all’attacco della Giunta Tesauro per il mancato contributo autobotti

Caltanissetta, opposizioni all’attacco della Giunta Tesauro per il mancato contributo autobotti

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Scontro acceso in Consiglio comunale sul mancato ripristino del contributo per il rifornimento idrico tramite autobotti. I gruppi di opposizione — Annalisa Petitto, Felice Dierna e Calogero Palermo per Area Civica, Roberto Gambino e Federica Scalia per Avanti così e Movimento 5 Stelle, Armando Turturici e Carlo Vagginelli per Futura e Partito Democratico — hanno denunciato la totale assenza di risposte da parte dell’Amministrazione Tesauro, accusata di non aver dato seguito all’ordine del giorno approvato all’unanimità il 9 ottobre 2025. Durante la seduta, la Giunta non è intervenuta per spiegare le ragioni della mancata attuazione degli impegni assunti, mentre la maggioranza ha scelto di rinviare la discussione al 18 giugno, decisione che l’opposizione definisce un tentativo di soffocare il dibattito e di evitare il confronto sulle proprie inadempienze.

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L’atto votato nel 2025 impegnava il Sindaco e la Giunta a finanziare il servizio già per quell’anno e a prevedere un capitolo di spesa nel bilancio pluriennale. In Aula, l’allora assessore Marcello Mirisola aveva garantito la disponibilità a reperire le somme necessarie, anche tramite variazioni di bilancio, per sostenere le famiglie delle zone non servite dalla rete idrica, costrette da anni a ricorrere a costose autobotti private. Promesse analoghe erano arrivate dall’assessore Guido Del Popolo in conferenza dei capigruppo, con l’impegno a stanziare fondi entro la fine del 2025 e risorse più consistenti per gli anni successivi. Nessuno di questi impegni, denunciano oggi i consiglieri, ha però avuto attuazione concreta. Per questo l’opposizione ha presentato un nuovo ordine del giorno chiedendo alla Giunta di riferire sulle ragioni del mancato rispetto della delibera, sugli eventuali stanziamenti predisposti e sulle iniziative assunte nei confronti di Caltaqua e ATI Idrico.

Durante il dibattito, i consiglieri proponenti hanno ribadito che la questione non può essere liquidata come una semplice contrapposizione politica, perché riguarda famiglie che vivono da anni una condizione di grave disagio e che sono costrette a sostenere privatamente costi elevati per accedere a un bene essenziale come l’acqua. I gruppi di opposizione hanno preso atto di quanto emerso in Aula, evidenziando che il punto centrale era e resta immutato: il Consiglio Comunale si era già espresso all’unanimità e l’Amministrazione aveva assunto un impegno preciso, che avrebbe dovuto tradursi in atti amministrativi e contabili concreti.

«Non è accettabile — dichiarano i consiglieri proponenti — che un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale, su una questione così delicata e urgente, resti lettera morta. Qui non si tratta di una battaglia di parte, ma di dare risposta a famiglie che vivono quotidianamente un disagio gravissimo e che pagano a caro prezzo l’assenza di un servizio essenziale».

La questione è tornata di stretta attualità anche a seguito dell’assemblea pubblica convocata dal Comitato di zona Gibil Habib, che ha inserito tra i punti all’ordine del giorno proprio la mancata attuazione della delibera del 9 ottobre 2025 e il caro autobotti, con la prospettiva di intraprendere iniziative insieme a Federconsumatori. «La mobilitazione del Comitato Gibil Habib — proseguono i consiglieri — dimostra che la pazienza dei cittadini è finita. Le famiglie delle contrade non possono continuare a essere dimenticate. L’acqua è un bene primario e il Comune ha il dovere politico e amministrativo di dare seguito agli impegni assunti in Aula».

I consiglieri di opposizione annunciano che continueranno a vigilare sull’attuazione degli impegni assunti, chiedendo tempi certi, copertura finanziaria e atti formali, affinché il servizio sostitutivo a mezzo autobotti venga effettivamente garantito alle famiglie residenti nelle zone non servite dalla rete idrica. «Chiediamo e pretendiamo che l’Amministrazione mantenga la parola data. Il Consiglio Comunale si è già espresso in modo unanime. Ora il Sindaco e la Giunta dicano perché quell’impegno non è stato rispettato e quando intendano finalmente dare risposte alle famiglie delle zone non servite dalla rete idrica».

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