I gruppi di opposizione del Consiglio Comunale di Caltanissetta – Area Civica, PD, Futura e Movimento 5 Stelle – respingono con fermezza il tentativo della Giunta Tesauro di offrire alla città una ricostruzione parziale di quanto accaduto nel corso del Consiglio comunale di mercoledì 22 aprile.
L’opposizione non intende negare che i toni della seduta siano stati duri ed aspri e che il clima sia stato fortemente teso, ma è per questo che ritengono doveroso ristabilire il contesto complessivo che la Giunta avrebbe omesso.
Stando a quanto riferisce l’opposizione le continue provocazioni, le offese politiche e l’atteggiamento denigratorio nei loro confronti sono arrivati dai banchi dell’amministrazione comunale, che da mesi liquiderebbe come pretestuose e strumentali tutte le iniziative politiche che mettono in discussione le sue responsabilità istituzionali e politiche.
Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale l’opposizione ha presentato due ordini del giorno che ponevano questioni strettamente politiche: con il primo ha chiesto le dimissioni del Presidente del Consiglio Gianluca Bruzzaniti, a tutela dell’istituzione consiliare da lui rappresentata, alla luce dell’interdittiva antimafia che ha colpito l’azienda da lui detenuta insieme al padre; con il secondo ha richiesto le dimissioni del Sindaco Tesauro, rimasto in silenzio di fronte alla vicenda che ha investito il Presidente del Consiglio ed oramai delegittimato dal referente cittadino del suo stesso partito, Forza Italia.
La Giunta tenterebbe di descrivere quanto avvenuto come un’aggressione unilaterale, ma ometterebbe di dire che i comportamenti dei consiglieri Felice Dierna e Calogero Palermo – che si sarebbero già scusati in aula alla ripresa della seduta – si sono innestati su una lunga sequenza di provocazioni verbali, offese e continue sollecitazioni polemiche provenienti dai banchi dell’amministrazione.
L’opposizione ritiene che le ricostruzioni parziali della Giunta non possano nascondere l’inadeguatezza politica e amministrativa del Sindaco Tesauro, denunciata anche da chi l’ha sostenuto: il referente cittadino di Forza Italia, cioè del partito del Sindaco, descrive la sua amministrazione come fondata su “millanteria, convenienza elettorale e inefficienza”.
Se a questo si aggiunge la sospensione del Presidente del Consiglio da parte del suo stesso partito, Fratelli D’Italia, parrebbe evidente che Caltanissetta sia governata da due figure istituzionali delegittimate anche nei rispettivi ambiti politici di appartenenza.
Per l’opposizione, che rivendica il diritto-dovere di porre questioni politiche vere nell’interesse della città e della dignità delle isituzioni, la loro non è affatto una lettura strumentale ma la presa di coscienza di un fatto politico di straordinaria gravità, che investe la credibilità delle istituzioni cittadine e che imporrebbe responsabilità, verità e un passo indietro piuttosto che provocazioni.