La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura di Caltanissetta contro l’ordinanza con cui la Gip Graziella Luparello, il 19 dicembre scorso, aveva disposto nuove indagini nell’ambito dell’inchiesta sui possibili mandanti esterni della strage di via D’Amelio. La Suprema Corte ha condiviso integralmente le conclusioni del procuratore generale, confermando la piena legittimità dell’operato del giudice.
Il provvedimento impugnato riguardava il procedimento aperto a carico di ignoti sulla strage del 19 luglio 1992, nel quale la Gip aveva respinto la richiesta di archiviazione avanzata dai pm, ordinando ulteriori approfondimenti investigativi su diversi filoni. Tra questi, uno dei più delicati: l’ipotesi di collegamenti esterni a Cosa Nostra, compresa la cosiddetta “pista nera”, ovvero un possibile coinvolgimento di ambienti dell’eversione di destra. Secondo il giudice, tale scenario “non può essere escluso a priori e merita ulteriori verifiche”. La Procura aveva definito l’ordinanza “abnorme”, sostenendo che avrebbe potuto determinare una paralisi del procedimento, anche perché alcune attività investigative risultavano già affrontate in altri fascicoli. Nella richiesta di archiviazione, inoltre, la stessa pista nera veniva ritenuta già esplorata senza esiti utili.
Di diverso avviso il procuratore generale della Cassazione, che nella requisitoria ha ricostruito l’intero iter del procedimento, sottolineando come la Gip avesse esercitato i propri poteri nel pieno rispetto delle prerogative previste dal codice di procedura penale. La Suprema Corte ha fatto proprie queste valutazioni, escludendo qualsiasi profilo di anomalia nell’ordinanza impugnata. L’inchiesta, avviata nel 2017, mira a verificare l’eventuale coinvolgimento di soggetti esterni all’organizzazione mafiosa nella fase ideativa ed esecutiva dell’attentato che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e ai cinque agenti della sua scorta. Con la pronuncia della Cassazione, la decisione della Gip diventa definitiva: la Procura di Caltanissetta dovrà proseguire le indagini, seguendo i filoni indicati dal giudice, compreso quello relativo all’eversione di destra.