Ciclone Harry, impugnativa sui ristori da parte del Consiglio dei Ministri: il nodo è il Durc

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Nella tarda serata di ieri, il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge “Interventi urgenti per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026” approvata dall’ARS, che stanziava 40,8 milioni di euro per i ristori alle imprese colpite dal ciclone Harry. Il Cdm ha deciso di impugnare la legge perchè le norme regionali apparirebbero in contrasto con la normativa statale: “Talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, – spiega la nota di palazzo Chigi –violano l’articolo 117 della Costituzione.

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Da Palazzo d’Orleans sottolineano che l’impugnativa, il cui rilievo è stato formulato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, riguarda, quindi, esclusivamente un aspetto tecnico, legato alla disciplina del Durc (Documento unico di regolarità contributiva), e non l’impianto complessivo degli interventi varati dalla Regione. Nessuna sottolineatura nel merito degli interventi in favore di protezione civile, pesca, agricoltura e attività balneari. La copertura finanziaria, secondo il governo Meloni, è “adeguata”. La norma impugnata dal Cdm, infatti, prevede che i beneficiari siano esonerati dall’ottenimento del Durc fino al 31 dicembre del 2026. La legge regionale, però, non prevedere una puntuale delimitazione dell’ambito soggettivo della deroga. In altre parole, l’esonero del Durc, secondo Roma, sarebbe stato formulato in termini “estremamente generici e indifferenziati”.

Le interlocuzioni tra Roma e Palermo sarebbero comunque a buon punto e il Ministero del Lavoro si è impegnato a inserire, nel decreto-legge 25 del 27 febbraio scorso, una specifica deroga sul Durc, la cui competenza è in capo allo Stato.

“L’impugnativa tecnica sollecitata dall’Inps è un falso problema perché, come già concordato tra governo regionale e nazionale, nella legge di conversione sarà inserita la deroga al Durc, essendo l’azione della Regione Siciliana – dichiara l’assessore del Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, Giusi Savarinoben motivata e circoscritta ai soggetti danneggiati dal ciclone Harry. Continuiamo nella nostra azione a tutela dei balneari che si trovano in ginocchio a causa dei danni subiti per rimettere in piedi e di nuovo in esercizio le attività colpite prima dell’inizio della stagione estiva”.

L’erogazione dei contributi è però già partita: erano 1.200 le richieste i primi di marzo, e sono stati distribuiti già oltre 7 milioni di euro dall’assessorato alle Attività produttive e da Irfis. Quattro giorni fa sono stati riaperti i termini per le nuove domande, e dunque adesso la strada è difficile e il destino pare incerto: il governo può far abrogare la legge evitando l’impugnativa o resistere fino alla Consulta. In ogni caso, bisognerà capire cosa fare con i contributi già erogati sulla base di una legge che per Palazzo Chigi è incostituzionale.

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