Ciclone Harry, la Sicilia conta i danni: 740 milioni di euro secondo la Protezione Civile

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La Sicilia conta i danni dopo il passaggio del ciclone Harry: una prima stima parla di 740 milioni di euro, una cifra che restituisce la misura della devastazione che ha colpito l’isola. Le istituzioni regionali hanno dichiarato lo stato di calamità e avviato i primi interventi urgenti per sostenere territori e comunità provate da un evento meteorologico definito “senza precedenti”.

Il ciclone Harry ha investito la Sicilia tra lunedì e martedì, colpendo in particolare le aree costiere orientali con venti violenti, piogge torrenziali e onde alte fino a dieci metri. Interi tratti di litorale sono stati inghiottiti dal mare, mentre infrastrutture, ferrovie e attività economiche hanno subito danni ingenti. Nonostante la gravità del fenomeno, il sistema di preallerta ha funzionato e non si registrano vittime, come sottolineato dal presidente della Regione Renato Schifani. La Protezione civile regionale ha completato una prima valutazione dei danni: 740 milioni di euro è la cifra stimata al momento, destinata probabilmente a crescere con l’avanzare delle verifiche nei territori più colpiti. Le aree costiere, le infrastrutture viarie e ferroviarie, le attività produttive e numerose abitazioni risultano tra i settori maggiormente compromessi.

La giunta regionale, riunita in seduta straordinaria, ha deliberato lo stato di calamità regionale e avviato la richiesta al governo nazionale per il riconoscimento dello stato di emergenza. Contestualmente, sono stati stanziati 70 milioni di euro per gli interventi immediati: 50 milioni subito disponibili; 20 milioni da reperire attraverso i fondi globali tramite una norma che sarà proposta all’Assemblea regionale siciliana. Il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, è stato nominato commissario straordinario per coordinare le operazioni di emergenza e ricostruzione. Collegato da Catania, anche il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, nominato commissario straordinario per l’emergenza.

“Con la preparazione preventiva all’emergenza – ha detto Cocina – abbiamo richiamato tutti i soggetti coinvolti alle loro responsabilità. Abbiamo spiegato che dovevano prepararsi ad affrontare uno scenario severo in cui a preoccuparci non erano soltanto le piogge, ma soprattutto i forti venti e le mareggiate. Sono state emesse centinaia di ordinanze sindacali. E il sistema di Protezione civile ha retto bene”.

Stando al primo censimento, la stima provvisoria dei danni ammonta a 741 milioni di euro. Le province più colpite: Catania (244 milioni di euro), Messina (202,5 milioni di euro) e Siracusa (159,8 milioni di euro). Esclusi da questa quantificazione i danni economici subiti dalle attività produttive, ricettive e turistico-balneari causati dalla sospensione delle stesse per il tempo necessario al ripristino delle strutture, e i danni al settore agricolo la cui valutazione sarà fornita dall’assessorato dell’Agricoltura. Inoltre, è stata richiesta anche una ricognizione delle infrastrutture portuali siciliane.

Ciclone Harry, la Sicilia conta i danni: 740 milioni di euro secondo la Protezione Civile

“Stiamo affrontando le conseguenze di un evento senza precedenti, il più violento che abbia colpito la Sicilia negli ultimi anni – ha detto Schifani nel corso di un incontro con i giornalisti -. Sono molto preoccupato, in quanto siciliano, ma ce la metteremo tutta per superare l’emergenza nel più breve tempo possibile. Vigilerò personalmente su ognuna delle attività che dovremo svolgere e, in particolare, sulla celerità con cui saranno liquidate le risorse. Faremo ancora rete, come abbiamo fatto dal momento in cui abbiamo ricevuto le prime previsioni meteo. Il sistema di Protezione civile ha funzionato e ci ha permesso di tutelare l’incolumità delle persone. Grazie a questo grande lavoro, non abbiamo registrato vittime. Le Istituzioni non mancheranno di far sentire ancora la propria vicinanza ai cittadini e comincerò già da domani, in prima persona, con i primi sopralluoghi nei territori più colpiti”.

Il presidente Schifani ha parlato anche della fase successiva all’emergenza, quando l’impegno delle Istituzioni sarà tutto rivolto alla ricostruzione: “Attraverso una legge quadro nazionale del 2025 – ha detto – vi è la possibilità di riconoscere lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale. Grazie a una governance centralizzata, e con la nomina di un commissario straordinario, sarà possibile coordinare interventi di natura pubblica e privata e accedere a procedure semplificate per cittadini e imprese. Inoltre, gli uffici stanno valutando se vi siano i presupposti per accedere al fondo di solidarietà europeo o a una riprogrammazione dei fondi Fsc per reperire le risorse necessarie. Ho già avvisato tutti che, da ora in avanti, il 50 per cento della mia attività istituzionale sarà dedicato a questo”.

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