Forse non tutti sanno che Sicilia e Andalusia condividono secoli di storia religiosa e culturale, soprattutto in riferimento al periodo della monarchia spagnola (XVI–XVIII secolo), e che la tradizione dei “Misteri” (le Vare) arrivi proprio dalla Spagna.
La Settimana Santa di Siviglia, in Andalusia, è infatti universalmente riconosciuta come la più famosa, spettacolare e importante al mondo. Celebrata sin dal XVI secolo, attira ogni anno circa 1 milione di visitatori grazie alle sue oltre 60 confraternite che sfilano con i “pasos” (le Vare) per un’intera settimana nel bellissimo centro storico.

Si narra che molti anni fa a Siviglia, durante la processione di una confraternita, una donna molto povera desiderasse avere un ricordo dell’immagine sacra che passava. Non potendo acquistare medaglie o altri oggetti religiosi, scoppiò a piangere davanti al simulacro dell’Addolorata. Un confratello della Confraternita della Macarena – l’Addolorata dei Sivigliani oggetto di grande culto e devozione – vedendola così commossa, le donò una piccola immagine stampata della Madonna che custodiva per devozione. La donna la strinse tra le mani come un tesoro. Da quel momento, racconta la tradizione, i confratelli iniziarono a stampare piccole immagini dei loro simulacri per distribuirle gratuitamente ai fedeli durante le processioni.
Queste “estampas” o “estampitas” – ossia le piccole immagini devozionali raffiguranti Cristo o la Vergine – permettevano anche ai più poveri di conservare un segno di protezione o un ricordo della festa, da custodire nel portafoglio o nel libro di preghiere. Il gesto divenne quindi un piccolo rito, soprattutto per i bambini: ancora oggi, durante la Settimana Santa di Siviglia, i “nazarenos” (i confratelli incappucciati) distribuiscono le “estampas” ai fedeli lungo il percorso della processione, assieme a caramelle.
A Siviglia, molti collezionano le “estampas” dei vari simulacri e di anni diversi, trasformando la raccolta in una sorta di “caccia al tesoro”, con scambi tra appassionati. Il momento in cui gli incappucciati porgono le immaginette alla folla è molto atteso, soprattutto dai bambini, e la tradizione si è diffusa anche in altre città spagnole.

Per rammentare e celebrare il legame storico-religioso (nonché folkloristico) che la nostra regione ha con la terra andalusa, l’Associazione Culturale sancataldese “Giuseppe Amico Medico” offrirà quest’anno ai fedeli della Processione dei Misteri del Venerdì Santo di San Cataldo alcune “estampitas” raffiguranti volti del Cristo e della Vergine delle secolari Vare locali. L’intenzione nasce da un’idea del Presidente dell’Associazione Claudio Arcarese il quale, già da qualche anno, si reca in visita presso le confraternite di Siviglia e Malaga per assistere alle loro manifestazioni che, come già detto, sono le più straordinarie e rinomate al mondo.
Così, spiega il Presidente Arcarese: “Quest’anno saranno cinque i soggetti proposti; altri cinque il prossimo anno, altri ancora negli anni successivi. L’invito è rivolto soprattutto ai bambini, per iniziare una piccola collezione che permetta di conservare un ricordo della processione, di portare con sé un oggetto protettivo e diffondere la devozione verso l’immagine venerata. In questo modo, le “estampas”, da piccolo pezzo della cultura popolare sicilian-spagnola, diventano allo stesso tempo ricordo della festa e oggetto devozionale“.