Foto 4 Droga non pagata e violenza: due famiglie sotto inchiesta a Santa Croce Camerina Foto 4 Droga non pagata e violenza: due famiglie sotto inchiesta a Santa Croce Camerina
immagine di repertorio

Droga non pagata e violenza: due famiglie sotto inchiesta a Santa Croce Camerina

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Un debito legato allo spaccio di droga ha innescato una serie di violenze culminate in due risse aggravate nel giro di pochi giorni. I carabinieri del Nucleo Operativo di Ragusa e della stazione di Santa Croce Camerina hanno eseguito una serie di misure cautelari nei confronti di cinque persone, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Ragusa e firmata dal gip.

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Al centro delle indagini ci sono due nuclei familiari: uno di origine italiana, l’altro tunisina. Secondo gli inquirenti, alla base dello scontro ci sarebbe un credito di alcune migliaia di euro mai saldato, relativo alla compravendita di stupefacenti. La tensione tra le due famiglie sarebbe degenerata tra il dicembre 2024 e il marzo 2025.

Le indagini sono partite dopo la denuncia di una famiglia tunisina, che ha riferito di minacce e aggressioni nei confronti del proprio figlio da parte di membri dell’altra famiglia, residenti a Santa Croce Camerina. Le pressioni, secondo quanto ricostruito dalla Procura guidata da Francesco Puleio, sarebbero state esercitate anche tramite messaggi e intimidazioni sui social, nel tentativo di ottenere il denaro non pagato.

Il clima teso ha portato, infine, a due violente risse avvenute nel marzo scorso, a distanza di pochi giorni l’una dall’altra. A seguito dell’inchiesta, sono scattati gli arresti domiciliari per un 20enne del posto, indagato per spaccio di droga, tentata estorsione e rissa aggravata, e per un 25enne tunisino accusato di lesioni personali aggravate e porto di oggetti atti ad offendere.

Per altri tre indagati sono state disposte misure meno restrittive: obbligo di firma e di dimora per un 53enne e un 28enne, padre e fratello del giovane arrestato, entrambi coinvolti nel tentativo di estorsione. Obbligo di dimora anche per il padre 59enne del ragazzo tunisino.

Nel corso dell’operazione, i militari dell’Arma hanno eseguito diverse perquisizioni domiciliari e denunciato altre tre persone coinvolte a vario titolo nelle risse scoppiate tra le due famiglie.

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