Riflessioni e primi indirizzi operativi continuano ad emergere a seguito dellaseconda Conferenza regionaleche, promossa daANCI Sicilia, ha posto l’attenzione sulle Politiche giovanili. L’emigrazione giovanileè da diversi anni un punto nevralgico non trascurabile, un fenomeno per il quale, durante la Conferenza l’Alleanza per restareè stata riconosciuta, durante la Conferenza organizzata a Caltanissetta, tentativo di risposta condivisa. Nel corso dei lavori i dati evidenziati risultano allarmanti: circa 200 mila sono i giovani che negli ultimi dieci anni hanno lasciato l’Isola ed essendo tra questi i numerosi giovani laureati, notevole è la perdita di risorse che impone un cambio di passo nelle politiche pubbliche.
Evidenziando la necessità di utilizzare norme già esistenti e introdurne di nuove anche alla luce delle proposte che emergeranno dall’Alleanza, ilpresidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta, e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano, hanno reputato che l’incontro di Caltanissetta sia stato“un ulteriore passo verso una strategia regionale condivisa, capace di rendere le politiche giovanili più concrete, strutturate e diffuse in tutta la Sicilia”.
Di riflesso, ilcoordinatore della Commissione Politiche Giovanili, Simone Digrandi, ha ribadito che l’organismo nasce“per creare un ponte stabile tra Comuni, Regione, enti e movimenti, con l’obiettivo di fare rete e condividere obiettivi comuni a favore delle nuove generazioni”.
E se per il Comune di Gela la partecipazione alla Conferenza ha rappresentato un tassello di un percorso più ampio di rafforzamento delle politiche giovanili locali, in raccordo con la dimensione regionale, ilsegretario della Commissione Politiche Giovanili di ANCI Sicilia e consulente del sindaco di Gela per le stesse deleghe, Giuseppe Gallo, ha traccia un primo bilancio dell’iniziativa.

“Per anni abbiamo formato competenze che poi si sono affermate altrove. Non possiamo limitarci a commentare la fuga dei giovani, dobbiamo intervenire sulle cause, creando condizioni concrete di lavoro, partecipazione e qualità della vita – affermaGiuseppe Gallo– Le politiche giovanili sono un indicatore della visione di sviluppo di un territorio. Se un Comune coinvolge i giovani nei processi decisionali, se investe su innovazione, spazi pubblici, cultura e impresa, sta investendo sul futuro. Ognuno, a ogni livello istituzionale, deve assumersi la propria parte di responsabilità”.
La Conferenza è stata, inoltre, l’occasione per dare avvio, in via sperimentale, al progettoGiovani siciliani: i Comuni in ascolto, mirato a rafforzare il dialogo stabile tra amministrazioni comunali e giovani, mediate momenti strutturati di ascolto e confronto operativo con l’obiettivo di tradurre le proposte raccolte in azioni amministrative concrete. In questa prospettiva, anche il Comune di Gela ha manifestato la propria adesione al percorso.












