la Sicilia si prepara a vivere un ritorno improvviso dell’inverno proprio negli ultimi giorni di marzo, con un peggioramento che avrà caratteristiche tipicamente invernali e che interesserà soprattutto i settori tirrenici e centro‑settentrionali dell’isola. L’arrivo di un nucleo di aria artica marittima, atteso dalla seconda parte di giovedì, porterà un deciso calo delle temperature, venti molto forti di Ponente e Maestrale, rovesci sparsi e il ritorno della neve sui rilievi, con fiocchi che potranno spingersi fin sotto i mille metri e, localmente, fino alle alte colline interne. Non si tratta di un evento eccezionale, ma di un passaggio di rilievo per il periodo, con valori in quota fino a 6‑7 gradi inferiori alle medie stagionali.
L’evoluzione prende forma da una pulsazione dell’alta pressione delle Azzorre che, nelle ultime ore, ha favorito la rapida discesa di una saccatura colma di aria artica. Questa massa d’aria, molto fredda e instabile, ha aggirato l’arco alpino e si è incanalata dalla Valle del Rodano verso Corsica e Sardegna, per poi dirigersi verso la Sicilia. Come spiegato da Weather Sicily, l’ingresso dell’aria fredda sarà brusco e ben percepibile già dal pomeriggio di giovedì, quando i venti occidentali inizieranno a rinforzare e le temperature caleranno in poche ore. Il peggioramento vero e proprio, tuttavia, si concretizzerà dalla sera, con il passaggio del fronte freddo e l’arrivo dei primi temporali sul Tirreno. La neve tornerà sui principali rilievi già dalla sera di giovedì, ma sarà tra la notte e le prime ore di venerdì che si registreranno le condizioni più favorevoli per nevicate a quote inferiori. I fiocchi potranno scendere fin sotto i mille metri, localmente fino a 700–800 metri nei settori più interni e durante i rovesci più intensi. In collina non si escludono episodi di neve tonda, tipici delle irruzioni fredde marittime.
Le aree più esposte saranno i Nebrodi, i Peloritani e l’Etna, dove gli accumuli potranno risultare più consistenti oltre i 1100–1200 metri. Le Madonie vedranno neve sui borghi più alti, mentre le correnti nord‑occidentali potranno spingere rovesci sparsi anche verso Sicani, nisseno ed Erei, con fiocchi possibili sotto i mille metri anche in queste zone. Gli accumuli saranno molto irregolari, poiché dipenderanno dalla persistenza delle precipitazioni, che si presenteranno a macchia di leopardo.
La notte e la prima mattina di venerdì rappresenteranno il momento più freddo e instabile dell’intera fase. Con il passare delle ore, la quota neve tenderà a risalire oltre i mille metri, mentre l’instabilità resterà più marcata su messinese ed etneo. Procedendo verso ovest, invece, si faranno strada schiarite più ampie, anche se il clima rimarrà freddo per fine marzo, accentuato dal Maestrale sostenuto. Nelle ore centrali della giornata, la maggiore radiazione solare tipica del periodo permetterà un parziale recupero termico, soprattutto tra catanese e siracusano, dove il tempo resterà più asciutto e relativamente mite. Tuttavia, le temperature minime rimarranno basse e potranno risultare inferiori alla media anche di 6–7 gradi.
Gli effetti della fase fredda si protrarranno fino a sabato, pur con un graduale rialzo termico in quota. L’instabilità tenderà a concentrarsi ancora sui settori settentrionali, mentre altrove prevarranno schiarite. Da domenica è atteso un miglioramento più deciso, con temperature in risalita e condizioni più stabili su tutta l’isola. Il ritorno dell’alta pressione dovrebbe riportare un clima più consono alla fine di marzo, anche se le temperature rimarranno leggermente sotto la media per qualche giorno.