Cefalù ha accolto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del convegno “Mediterraneo: mare di pace?”, un appuntamento dedicato al ruolo strategico del Mare Nostrum in un’epoca segnata da tensioni geopolitiche, migrazioni, crisi umanitarie e nuove sfide globali. L’arrivo del Capo dello Stato ha dato un forte valore istituzionale all’iniziativa, che ha riunito studiosi, rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo diplomatico e della società civile. Il tema scelto – una domanda più che un’affermazione – ha guidato la riflessione collettiva: il Mediterraneo può davvero tornare a essere un ponte di dialogo e non una linea di frattura? Mattarella, nel suo intervento, ha richiamato la responsabilità condivisa dei Paesi rivieraschi e dell’Europa nel costruire un futuro fondato sulla cooperazione, sulla tutela dei diritti umani e sulla stabilità politica.
Ad accoglierlo fuori dalla Basilica l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato, la vice presidente dell’Assemblea siciliana Luisa Lantieri, il sindaco Daniele Tumminello. In Cattedrale, gremita in ogni posto, ci sono il prefetto Massimo Mariani, l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, il vescovo di Cefalù Giuseppe Marciante e altre autorità civili e militari. Il Presidente ha sottolineato come il Mediterraneo sia «uno spazio di incontro millenario», ma anche un’area in cui oggi si concentrano conflitti, disuguaglianze e rotte migratorie che mettono alla prova la capacità delle istituzioni di dare risposte efficaci. Ha richiamato l’importanza del dialogo tra le sponde, della diplomazia culturale e della collaborazione economica come strumenti per contrastare radicalizzazioni, instabilità e crisi sociali. “Portiamo dentro di noi quanto ci è stato detto nelle relazioni e quanto ci è stato sollecitato in termini di riflessione anche per azioni quotidiane da svolgere ciascuno con propri compiti e responsabilità”, ha detto il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, intervenendo in chiusura dell’evento nel Duomo di Cefalù.
La scelta di Cefalù non è casuale: la città normanna, crocevia di culture e simbolo della storia mediterranea, rappresenta un luogo ideale per riflettere sul ruolo dell’Italia come ponte tra Europa, Africa e Medio Oriente. L’iniziativa ha offerto anche l’occasione per ribadire l’impegno del Quirinale nel sostenere percorsi di pace e cooperazione internazionale, in un momento in cui il Mediterraneo torna al centro dell’agenda globale. Il convegno si è concluso con un appello alla responsabilità collettiva: trasformare il Mediterraneo da teatro di crisi a laboratorio di convivenza. Un obiettivo ambizioso, che – come emerso dagli interventi – richiede visione politica, investimenti, diplomazia e un rinnovato protagonismo dell’Italia nel suo mare.



