Maxi sequestro di peluche contraffatti a Palermo: oltre 10.000 falsi Labubu nei negozi

Maxi sequestro di peluche contraffatti a Palermo: oltre 10.000 falsi Labubu nei negoziMaxi sequestro di peluche contraffatti a Palermo: oltre 10.000 falsi Labubu nei negozi
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Oltre 10.000 peluche contraffatti raffiguranti il celebre personaggio “Labubu” sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo, al termine di un’articolata indagine nel settore della lotta alla contraffazione. Tra questi, ben 3.000 sono stati rinvenuti all’interno di un negozio di giocattoli situato in un noto centro commerciale cittadino. I Labubu, disegnati da un artista di Hong Kong e distribuiti a livello globale dal colosso Pop Mart, sono diventati oggetti di culto tra collezionisti e appassionati, complice la loro diffusione sui social da parte di celebrità internazionali. Il loro successo ha però attirato anche l’attenzione del mercato del falso.

IMG 1795 Maxi sequestro di peluche contraffatti a Palermo: oltre 10.000 falsi Labubu nei negozi
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L’operazione è stata condotta dai Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego, che hanno monitorato la distribuzione dei giocattoli a Palermo e analizzato i profili social degli operatori del settore. L’indagine ha portato all’individuazione di sette esercizi commerciali sospettati di vendere versioni non originali dei peluche, venduti a prezzi solo lievemente inferiori rispetto agli originali, che possono arrivare a costare migliaia di euro per i modelli più rari. I controlli hanno confermato che nella quasi totalità dei casi si trattava di imitazioni estremamente fedeli agli originali, ma realizzate con materiali scadenti e prive di certificazioni. I prodotti erano corredati da loghi, etichette e confezioni simili a quelli autentici, tanto da trarre in inganno anche i consumatori più attenti.

Il caso più eclatante riguarda un punto vendita appartenente a una nota catena, dove sono stati trovati 3.000 peluche falsi, molti dei quali già imbustati o pronti per essere confezionati in “blind box”, le scatole a sorpresa che hanno contribuito alla popolarità del marchio. Tra i pezzi sequestrati, anche alcune copie di un modello rarissimo, venduto all’asta a Pechino per 130.000 euro. I sette titolari dei negozi coinvolti sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per vendita di prodotti con marchi contraffatti. Se immessi sul mercato, i peluche avrebbero potuto generare un guadagno illecito superiore ai 500.000 euro.

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