Dopo un’estenuante attesa al largo delle coste siciliane, si è concluso nella notte lo stallo che ha tenuto con il fiato sospeso la Sea-Eye 5 e i suoi 62 passeggeri, tra cui sette minori e una donna incinta al nono mese. La nave della ONG tedesca aveva soccorso i migranti nel Canale di Sicilia, ma l’assegnazione del porto sicuro ha innescato un lungo braccio di ferro con le autorità italiane.
Inizialmente destinata a Taranto, la nave ha contestato la decisione per motivi umanitari, chiedendo di poter attraccare in un porto più vicino. Le autorità avevano autorizzato lo sbarco solo per i soggetti più fragili, ma la selezione a bordo si è rivelata impraticabile e disumana. Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha preso posizione con fermezza: “Un governo civile ed umano non può che assumere una soluzione: farli sbarcare tutti”.
La svolta è arrivata in serata, dopo l’evacuazione urgente della donna incinta da parte della Guardia Costiera. Poco dopo, è stato concesso lo sbarco completo al porto di Pozzallo. I migranti sono stati accolti all’hotspot locale, dove hanno ricevuto assistenza sanitaria e supporto. La vicenda riaccende il dibattito sulla gestione degli sbarchi e sulla necessità di risposte più rapide e coordinate in situazioni di emergenza umanitaria.