Momenti di forte tensione nella Casa circondariale “Luigi Bodenza” di Enna, dove un centinaio di detenuti ha dato vita a una rivolta all’interno del vecchio padiglione dell’istituto. Durante la protesta sono state danneggiate alcune telecamere di videosorveglianza e altri apparati di sicurezza, mentre diverse aree della struttura sono state devastate.
Secondo le prime ricostruzioni, all’origine della protesta ci sarebbero i disagi provocati dal violento temporale dei giorni scorsi. Un fulmine aveva infatti compromesso le centraline telefoniche del carcere, impedendo ai detenuti di contattare i propri familiari. Il guasto sarebbe stato risolto nella mattinata di oggi, ma poco dopo è scoppiata la rivolta.
Nelle ore precedenti, inoltre, il personale della Polizia penitenziaria aveva effettuato controlli all’interno dell’istituto sequestrando diversi telefoni cellulari introdotti illegalmente e alcune dosi di sostanze stupefacenti. Sul posto è stato predisposto un imponente dispositivo di sicurezza e sono attesi anche gli agenti del Gruppo di Intervento Operativo (GIO) provenienti da Catania.
Sulla vicenda è intervenuto il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria (Sappe). Il segretario generale Donato Capece e il segretario provinciale di Enna Giuseppe Cicero ritengono che la rivolta sia la conseguenza di problemi strutturali e organizzativi che, a loro dire, erano stati più volte segnalati senza che venissero adottati provvedimenti adeguati.
Tra le principali criticità indicate dal sindacato figurano le condizioni del vecchio padiglione della casa circondariale, ritenuto ormai non più adeguato dal punto di vista strutturale. Il Sappe sostiene di aver chiesto da tempo la chiusura dell’ala e l’avvio dei lavori di ristrutturazione, evidenziando che le risorse economiche sarebbero già disponibili ma che gli interventi non sarebbero ancora iniziati.
Capece e Cicero ricordano inoltre di aver richiamato l’attenzione, nei giorni scorsi, anche sul secondo tentativo di evasione sventato dalla Polizia penitenziaria, considerandolo un ulteriore segnale del clima di tensione all’interno dell’istituto. Il sindacato ha espresso vicinanza agli agenti impegnati nella gestione dell’emergenza e ha sollecitato il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e il Ministero della Giustizia ad adottare interventi rapidi per affrontare le criticità delle strutture carcerarie.