San Biagio Platani e i suoi Archi di Pasqua: un’antica tradizione che vive ancora

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Tra le più affascinanti tradizioni pasquali della Sicilia, quella degli Archi di Pasqua di San Biagio Platani (Ag) occupa un posto d’onore. Un’esplosione di creatività, fede e spirito di comunità che, ogni anno, trasforma il corso principale del paese in una vera e propria cattedrale a cielo aperto. Dal 20 aprile all’8 giugno, turisti e curiosi possono ammirare queste spettacolari costruzioni, che fondono arte, religione e natura in un intreccio simbolico unico.

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La manifestazione affonda le sue radici nel XVII secolo, quando nacque la rivalità tra due confraternite locali: i “Madunnara”, devoti alla Madonna, e i “Signurara”, devoti al Cristo Risorto. Entrambe, in gran segreto e con spirito di competizione, allestivano imponenti scenografie per il giorno di Pasqua, quando nel cuore del paese si celebra l’incontro tra la Madonna e il Cristo Risorto. Un momento solenne e teatrale che rappresenta la vittoria della vita sulla morte, il cuore simbolico della Pasqua cristiana.

Alti fino a 13 metri, gli Archi di San Biagio Platani non sono semplici decorazioni: sono architetture effimere costruite con materiali poveri e naturali, come canne, salici, agavi, rami di alloro e rosmarino, palme, cereali, frutta e fiori. Le strutture imitano elementi architettonici barocchi – fontane, portali, colonnati e facciate di chiese – dando vita a un percorso scenografico che simula la navata di una basilica: all’ingresso il prospetto, poi l’arco centrale e, in fondo, l’abside.

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Tra gli elementi più caratteristici troviamo le “nimpee”, lampadari decorativi fatti con pasta, datteri, semi e collane di pane; e i mosaici vegetali, che ritraggono volti sacri e motivi naturali. Ma è il pane, simbolo per eccellenza del sacrificio e del sostentamento, a dominare la scena: le “cuddure”, vere sculture di pane, prendono la forma di angeli, colombe, campane, ed erano in passato offerte votive appese agli archi e poi donate.

Il popolo di San Biagio Platani, in provincia di Agrigento, con questa tradizione secolare ha saputo trasformare la propria identità contadina e religiosa in un evento artistico e culturale di rilevanza regionale.

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