San Cataldo, proposta al Comune: una via e un murales per ricordare Alfredo Ormando

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Alfredo Ormando
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Una richiesta formale è stata presentata al sindaco di San Cataldo, Gioacchino Comparato, e all’intero Consiglio comunale per dedicare una via cittadina e un murales ad Alfredo Ormando, lo scrittore sancataldese divenuto negli anni una figura simbolica della lotta contro l’omofobia e della denuncia civile contro l’emarginazione delle persone LGBTQIA+. L’iniziativa, promossa da Ubaldo Scarantino a nome del Comitato promotore “Alfredo Ormando”, mira a colmare un vuoto di riconoscimento pubblico nella città natale dell’autore, a quasi trent’anni dalla sua morte.

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Nato a San Cataldo il 15 dicembre 1958, Alfredo Ormando crebbe in una famiglia numerosa e in un contesto sociale in cui la sua omosessualità non trovò accoglienza. Dopo un breve periodo in un seminario francescano, che abbandonò per la mancanza di comprensione verso il suo vissuto interiore, si dedicò alla scrittura: poesie, racconti e romanzi, molti dei quali rimasti inediti, attraversati dal conflitto tra identità, fede e rifiuto sociale. Il 13 gennaio 1998 si diede fuoco in Piazza San Pietro, morendo nove giorni dopo. In una lettera inviata a un amico spiegò il senso del suo gesto: una protesta contro la condanna morale dell’omosessualità da parte della Chiesa cattolica. La sua morte ebbe risonanza internazionale e contribuì alla nascita della Giornata mondiale del dialogo tra religioni e omosessualità, celebrata ogni 13 gennaio.

Nella lettera inviata al Comune, Scarantino chiede l’intitolazione di una via, piazza o spazio pubblico ad Alfredo Ormando, come atto simbolico di riconoscimento da parte della comunità sancataldese ma anche la realizzazione di un murales commemorativo, coinvolgendo scuole, artisti locali e associazioni culturali e civiche, per trasformare la memoria in un segno visibile e condiviso. Secondo il Comitato promotore, ricordare Ormando significa offrire alle nuove generazioni uno strumento di educazione alla libertà, all’autenticità e al rispetto delle differenze. “Una città moderna e solidale – si legge nella richiesta – si costruisce anche attraverso la memoria di chi ha avuto il coraggio di denunciare con la propria vita una profonda ingiustizia”.

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