Le lavoratrici e i lavoratori del Consorzio di Bonifica 5 di Gela denunciano pubblicamente il mancato pagamento degli stipendi, una situazione che definiscono “inaccettabile” e che si ripete “con una frequenza ormai intollerabile”. In un comunicato diffuso da Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uil, viene espresso “profonda indignazione per il mancato pagamento degli stipendi”, con arretrati che riguardano le mensilità di maggio e giugno e la quattordicesima.
I sindacati sottolineano come i dipendenti si trovino a sostenere mutui, affitti, bollette e spese quotidiane mentre “vengono lasciati senza salario e senza certezze”. Una condizione che, secondo le sigle, scarica sui lavoratori “le conseguenze di ritardi, inefficienze e scelte amministrative di cui non hanno alcuna responsabilità”. Il comunicato rimarca inoltre che “è intollerabile che chi garantisce ogni giorno il funzionamento delle infrastrutture irrigue e la manutenzione del territorio debba continuamente lottare per ottenere ciò che gli spetta di diritto”.
Il malcontento si intreccia con la critica alla narrazione politica regionale. “Le lavoratrici e i lavoratori sono stanchi di sentir parlare ogni giorno di risultati economici straordinari della nostra regione. Gli spot elettorali non permettono loro di fare la spesa”, affermano Giovanni Giarrizzo, Giuseppe Randazzo e Giovanni D’Angelo delle tre sigle sindacali, chiamando in causa direttamente il presidente della Regione Renato Schifani, l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino e i vertici del sistema consortile. La richiesta è chiara: “l’immediato pagamento delle somme dovute e la garanzia del pagamento degli stipendi in maniera puntuale nei prossimi mesi”.
Da qui la decisione di proclamare da subito lo stato di agitazione e di chiedere un incontro urgente al Commissario straordinario e al Direttore generale del Consorzio della Sicilia Occidentale, da tenersi a Gela alla presenza dei lavoratori. Se non arriveranno risposte rapide, i sindacati annunciano che “metteremo in campo ogni iniziativa di mobilitazione utile, fino alla protesta permanente, per difendere la dignità dei lavoratori”.


















