Dal 14 al 16 novembre Cattolica, in provincia di Rimini, ha ospitato il convegno nazionale “PGS Sport Insieme”, una tre giorni promossa dalle Polisportive Giovanili Salesiane rappresentando un ulteriore passo di crescita per l’associazione e per il movimento dello sport educativo italiano. Un vero e proprio laboratorio di idee, dove la parola chiave è stata “rete” e la sfida quella di trasformare i tanti “sì” individuali in una piattaforma di “noi”, attraverso il dialogo tra associazioni, formatori del servizio civile e centinaia di giovani protagonisti. Una rivoluzione gentile che cambia le regole del gioco ponendo al centro la persona, perché il talento si misura in gesti, relazioni e non con medaglie e trofei. Presenti il Presidente nazionale PGS e coordinatore degli Enti di promozione sportiva Ciro Bisogno.
La vivacità emersa durante il convegno testimonia il forte desiderio, in PGS, di essere non solo protagonisti ma costruttori di un network nazionale dove la collaborazione è lo strumento per crescere e innovare. La rete diventa così la base per condividere modelli, strumenti e buone pratiche, capaci di aprire lo sport anche alle realtà più piccole e fragili, allargando la partecipazione e dicendo “sì” a tutti coloro che desiderano mettersi in gioco attraverso lo sport.
Lo sport come valore educativo e sfida al futuro Al centro del confronto anche lo sport di domani: “Abbiamo un’agenda fino al 2030, per aumentare i numeri dei praticanti, rigenerare i territori e promuovere lo sport come valore educativo” ha sottolineato durante i lavori Rossana Ciuffetti direttore dell’Area Sport Impact di Sport e Salute.
Gli interventi che si sono succeduti durante la tre giorni, hanno ribadito come solo attraverso l’integrazione tra gioco, etica e competenze sarà possibile formare cittadini migliori e costruire una società più coesa.
Significativa la riflessione sull’allenamento sportivo come metafora dell’allenamento alla vita: mettersi alla prova insieme agli altri sotto la guida di adulti competenti gli “alleducatori” (termine coniato e tanto amato nel mondo PGS), imparare dalle difficoltà e acquisire strumenti utili nel quotidiano, ben oltre il semplice risultato agonistico. Incentivare il ritorno al mondo “reale” liberandolo dagli schermi è la missione educativa lanciata ai partecipanti: solo così, dice PGS, si potrà evitare che il valore formativo dello sport vada sprecato.
A rappresentare la Sicilia erano presenti il presidente regionale Roberto Chiaramonte e il nisseno Mauro Di Pasquali vicepresidente vicario PGS Sicilia, presenza fondamentale nel portare la voce e l’impegno delle realtà sportive siciliane all’interno del dibattito nazionale sul futuro dello sport educativo. In continuità con quanto espresso, si unisce a lui il coordinatore Cesare Calabrò direttore tecnico che condivide la stessa visione e lo spirito di inclusione pienamente in linea con la filosofia del progetto. A completare la delegazione siciliana erano presenti Enrico Interdonato e Concetto Di Rosa
Autorevole intervento del campione di pallavolo e argento olimpico Valerio Vermiglio, profondamente legato ai valori salesiani, ha offerto una testimonianza potente: “lo sport come comunità, responsabilità e crescita condivisa”. Un dialogo che ha rafforzato la convinzione che anche dai territori, soprattutto quelli più attenti alla dimensione educativa, si possa contribuire a costruire una rete nazionale capace di generare futuro. La chiusura del convegno è stata affidata alla creazione di un Manifesto rivolto a tutte le realtà associative, enti locali e comunità, per rilanciare l’impegno a rendere reale e concreta un’idea di sport sempre più inclusivo e accogliente. L’auspicio è che l’entusiasmo cresciuto a Cattolica sia solo l’inizio di un movimento condiviso che sappia portare lo sport per le strade, “dove il gioco diventa davvero comunità”.