Terzo mandato, la vittoria di Burgio a Serradifalco sfida la legge regionale

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È il caso politico‑amministrativo di questa competizione elettorale. Il caso Serradifalco. Leonardo Burgio è stato eletto sindaco del piccolo paese della provincia nissena ed è stato proclamato alle 12.30 questa mattina. La notizia sta nel fatto che Burgio è per la terza volta cittadino di un comune di 15 mila abitanti. La legge elettorale regionale non prevede il terzo mandato, ma la nazionale sì, e dunque, in punta di diritto, Burgio si è giocato il tutto per tutto ed ha vinto.

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Infatti, secondo una parte della giurisprudenza e alcuni pronunciamenti della Cassazione, la norma nazionale — nelle altre regioni ci si può candidare al terzo mandato — ha più valore anche in presenza di un orientamento differente delle regioni a statuto speciale. Unico impedimento potrebbe essere adesso un cittadino residente che, entro 30 giorni, faccia ricorso dimostrando un interesse a farlo.

Leonardo Burgio, unico candidato, ha preso il 99,3 per cento delle preferenze con un’affluenza del 65 per cento. Lui, dirigente regionale della Lega, è andato contro la volontà dell’Ars, che ha bocciato la legge sul terzo mandato per i sindaci dei comuni intermedi per ben due volte. Guerre politiche intestine al centrodestra, giocate a suon di approvazione di norme in aula. Quello che è accaduto a Serradifalco nelle ultime 24 ore è un precedente politico‑amministrativo unico in Sicilia e, per questo, di un certo rilievo: riporta a galla un problema discusso e che ritorna ad ogni competizione elettorale, la questione del terzo mandato. E adesso, con questo precedente, sarà difficile per le istituzioni ignorare il problema. Ci sarà un tassello in più nel puzzle intricatissimo dei procedimenti amministrativi post‑voto, che avrà un nome: Serradifalco.

Con buona pace del Pd e del deputato regionale Alessandro Safina che, sulla candidatura di Burgio (figlio dell’ex assessore alla Sanità Daniela Faraoni, ndr), ha tuonato dagli scranni di Sala d’Ercole con tanto di richiesta di intervento urgente sul procedimento elettorale a Serradifalco. Era il 12 maggio e tanta acqua è passata sotto i ponti e, a maggior ragione adesso, le acque in casa Dem si dovrebbero calmare perché a Serradifalco ha spopolato, primo degli eletti, il giovane Daniele Territo, 847 preferenze, ex presidente del consiglio e presidente provinciale del Pd, assessore designato della giunta Burgio. Pare dunque che sia scoppiata la pace. La Sicilia si prepara a vivere un nuovo capitolo di questa storia, con il precedente di Serradifalco che potrebbe aprire la strada a nuove sfide politiche e amministrative.

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