Screenshot 2026 03 12 alle 19.57.12 Violenza giovanile, rapporto Save the Children: in Sicilia record di minori accusati di mafia Screenshot 2026 03 12 alle 19.57.12 Violenza giovanile, rapporto Save the Children: in Sicilia record di minori accusati di mafia

Violenza giovanile, rapporto Save the Children: in Sicilia record di minori accusati di mafia

ASCOLTA

La violenza tra adolescenti cambia volto e modalità. È più visibile, più immediata e spesso amplificata dai social, ma allo stesso tempo racconta fragilità profonde. È la fotografia che emerge dal rapporto “Dis(armati)” di Save the Children, che analizza il fenomeno della violenza giovanile nel primo semestre del 2025, con particolare attenzione alla diffusione delle armi e al coinvolgimento dei minori nella criminalità organizzata.

PROMO

Il quadro che emerge è fatto di luci e ombre. In Sicilia, ad esempio, diminuisce l’incidenza dei minori segnalati per rapina e associazione per delinquere, ma resta alta quella legata all’associazione di tipo mafioso, la più elevata in Italia.

Nei primi sei mesi del 2025, a livello nazionale, sono stati 46 i minorenni denunciati o arrestati per associazione mafiosa, mentre nell’intero 2024 erano stati 49. Un dato che, se confermato nei mesi successivi, potrebbe indicare una crescita del fenomeno. Quasi la metà dei casi si concentra tra Catania (15) e Napoli (6).

I dati nelle città siciliane

Guardando alle principali città dell’isola emergono dinamiche diverse. A Catania si registra l’aumento più significativo per associazione mafiosa: 15 minori segnalati nel primo semestre 2025, contro i 3 del 2024. Anche Palermo mostra un incremento, con 2 casi nei primi sei mesi del 2025.

Nel capoluogo siciliano cresce anche il numero dei minori segnalati per estorsione, passati da 3 nel 2014 a 10 nel 2024, mentre nei primi sei mesi del 2025 sono stati 8. A Catania i casi passano da 12 nel 2014 a 10 nel 2024, mentre a Messinasi passa da 2 a 3 nello stesso periodo.

In calo invece i reati di associazione per delinquere: a Catania si passa da 8 casi nel 2014 a 3 nel 2024, a Palermo da 9 a 2, mentre a Messina nel 2024 non si registrano casi. Per quanto riguarda le rapine, il trend appare in diminuzione a Messina e Catania: nella città dello Stretto si passa da 24 casi nel 2014 a 8 nel 2024, mentre a Catania da 52 a 9. A Palermo, invece, si registra un lieve aumento, con 56 minori coinvolti nel 2024 contro i 51 del 2014.

Preoccupa anche la crescita dei minori denunciati o arrestati per porto d’armi: a Palermo si passa da 13 casi nel 2014 a 46 nel 2024, mentre a Catania da 11 a 16.

Screenshot 2026 03 12 alle 19.52.08 Violenza giovanile, rapporto Save the Children: in Sicilia record di minori accusati di mafia

Nel complesso, tra il 2014 e il 2024 in Sicilia è diminuita l’incidenza dei minori segnalati per rapina e associazione per delinquere (entrambi -0,18 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni). Al contrario, aumentano lesioni personali (+0,57) e porto d’armi (+0,41) nella stessa fascia d’età.

Nella regione l’incidenza dei minori denunciati o arrestati per omicidio è pari a 0,02 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni, mentre quella per associazione mafiosa è 0,1 ogni mille, la più alta in Italia.

Il quadro nazionale

I dati del rapporto mostrano come la violenza giovanile abbia assunto nuove forme negli ultimi anni. In tutta Italia aumentano i minori coinvolti in rapine, lesioni personali e risse.

Screenshot 2026 03 12 alle 19.48.30 Violenza giovanile, rapporto Save the Children: in Sicilia record di minori accusati di mafia

Nel 2024 i minorenni tra i 14 e i 17 anni denunciati o arrestati per rapina sono stati 3.968, più del doppio rispetto al 2014. Le lesioni personali hanno coinvolto 4.653 ragazzi, mentre le risse sono passate da 433 casi nel 2014 a 1.021 nel 2024.

Solo nel primo semestre del 2025 sono stati 507 i minorenni segnalati per rissa, un dato in linea con quello dell’anno precedente. Le città metropolitane più coinvolte risultano Milano (33 casi), Genova (32) e Palermo (31).

Uno degli aspetti più evidenti emersi dal report riguarda la crescente presenza di armi, anche improprie, tra i giovanissimi. I minori segnalati per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere sono passati da 778 nel 2019 a 1.946 nel 2024, con 1.096 casi registrati già nel primo semestre del 2025. Molti ragazzi raccontano che portare un’arma li fa sentire più sicuri, ma talvolta anche più nervosi; altri lo fanno per status o come simbolo di potere.

Secondo Save the Children, questi numeri non raccontano soltanto la crescita di alcuni reati. Dietro molti episodi di violenza si nascondono fragilità psicologiche e relazionali, paure e difficoltà nel costruire relazioni positive. L’organizzazione sottolinea come gli adolescenti oggi possano apparire più “armati”, con coltelli, pistole o oggetti improvvisati, ma allo stesso tempo “disarmati” di fronte alle difficoltà emotive, in un contesto segnato da conflitti familiari, tensioni sociali e, in alcuni casi, dipendenze o comportamenti autolesivi.

Per questo motivo, secondo Save the Children, la risposta al fenomeno non può limitarsi alla repressione. È necessario rafforzare percorsi educativi e presidi di ascolto, promuovere l’educazione alla non violenza e creare spazi sicuri in cui i ragazzi possano trovare opportunità di crescita e appartenenza positiva. Solo intervenendo sulle radici sociali ed educative della violenza, conclude l’organizzazione, è possibile prevenire comportamenti a rischio e accompagnare gli adolescenti verso percorsi di responsabilizzazione.

PROMO
error: Contenuto protetto - © ViU News