Caltanissetta – La decisione della Giunta comunale di affidarsi a un servizio esterno di social media management e comunicazione digitale istituzionale approda in Consiglio comunale. I consiglieri di opposizione Felice Dierna, Roberto Gambino, Calogero Palermo, Annalisa Petitto, Federica Scalia, Armando Turturici e Carlo Vagginelli hanno depositato un’interrogazione rivolta al sindaco Walter Tesauro, chiedendo chiarimenti sulle motivazioni che hanno portato l’amministrazione a prevedere un nuovo incarico professionale nonostante la presenza di un Ufficio Stampa composto da due giornalisti assunti a tempo indeterminato.
La vicenda ruota attorno alla deliberazione di Giunta n. 99 del 1° settembre 2026, con cui è stato avviato un servizio sperimentale di comunicazione digitale che comprende, tra le altre attività, la definizione della strategia social dell’ente, la programmazione editoriale, la produzione di contenuti multimediali, la gestione delle pagine social, il monitoraggio dei risultati e il coordinamento della comunicazione digitale comunale.
Secondo i consiglieri firmatari dell’interrogazione, molte di queste funzioni sarebbero già svolte dall’Ufficio Stampa comunale. «Ci chiediamo perché il Comune di Caltanissetta dovrebbe destinare nuove risorse pubbliche a un servizio di comunicazione digitale quando dispone già di un Ufficio Stampa con due giornalisti assunti a tempo indeterminato, che da oltre due anni curano anche i canali social istituzionali dell’Ente», affermano gli esponenti della minoranza in un comunicato diffuso alla stampa.
I consiglieri precisano di non essere contrari al potenziamento della comunicazione pubblica. «Non contestiamo l’importanza di una comunicazione pubblica moderna, efficace e capace di raggiungere i cittadini attraverso i nuovi strumenti digitali. Al contrario, riteniamo che la comunicazione istituzionale sia fondamentale e che debba essere continuamente migliorata». Tuttavia, aggiungono, «ogni scelta deve essere motivata con dati, criteri trasparenti e una valutazione seria del rapporto costo-beneficio per la collettività».
Nel documento depositato a Palazzo del Carmine viene inoltre evidenziato come i due giornalisti dell’ente, in servizio dal marzo 2024, abbiano garantito una presenza costante sui canali istituzionali attraverso reel, caroselli, video, grafiche e stories pubblicate sulle piattaforme Facebook, Instagram e YouTube, oltre all’avvio del canale WhatsApp del Comune.
Da qui la richiesta di chiarire quali siano le presunte criticità che hanno spinto l’amministrazione verso l’esternalizzazione del servizio. «Non comprendiamo quali carenze organizzative o professionali abbiano reso necessario ricorrere a un servizio esterno, né quali elementi oggettivi abbiano portato a ritenere insufficienti le competenze già presenti nell’Amministrazione», sostengono i consiglieri, chiedendo di conoscere se sia stata effettuata una ricognizione delle professionalità interne e con quali risultati.
L’opposizione richiama inoltre il recente intervento di Assostampa Sicilia e GUS Sicilia, che nei giorni scorsi avevano invitato la Giunta a riconsiderare la scelta, sottolineando il rischio di sovrapposizioni di competenze e di un possibile spreco di risorse pubbliche. Una posizione richiamata anche nell’interrogazione consiliare. Tra gli aspetti che la minoranza chiede di approfondire vi è anche il rapporto tra il futuro social media manager e l’Ufficio Stampa comunale. «Se il regolamento comunale riconosce a quest’ultimo la titolarità dell’informazione e della comunicazione istituzionale, occorre spiegare con precisione quali saranno i compiti del nuovo professionista, quali responsabilità gli verranno attribuite e come si eviteranno duplicazioni e sovrapposizioni», scrivono i consiglieri.
La richiesta rivolta al sindaco riguarda anche i costi dell’operazione, le valutazioni effettuate dall’amministrazione sulla convenienza economica dell’affidamento esterno e gli eventuali benefici attesi rispetto all’utilizzo delle professionalità già presenti all’interno dell’ente. «La questione, in definitiva, non è se Caltanissetta debba comunicare meglio. La questione è se sia ragionevole impegnare ulteriori risorse pubbliche senza aver prima chiarito quali attività non possano essere svolte dal personale già in servizio e quale vantaggio concreto deriverebbe dall’affidamento esterno», concludono i consiglieri firmatari, che rivendicano il proprio ruolo di controllo sull’operato amministrativo e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.


















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