Stretta contro l’intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo nel Nisseno: è stato siglato in Prefettura a Caltanissetta il protocollo d’intesa per il contrasto al caporalato e la tutela delle fasce più vulnerabili dei lavoratori. Alla firma dell’accordo hanno preso parte, tra gli altri, il Capo Missione per l’Italia, Malta e la Santa Sede dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Salvatore Saporito, il Procuratore Aggiunto di Caltanissetta Santi Roberto Condorelli, il Procuratore Capo di Gela Salvatore Vella, e la Dirigente Generale del Dipartimento Politiche Sociali della Regione Siciliana, Maria Letizia Di Liberti. L’intesa avvia una rete operativa sul territorio per intercettare gli abusi, favorire l’emersione del lavoro nero e garantire percorsi di protezione alle vittime.

Il protocollo, che vede tra i firmatari la Prefettura con la prefetta Licia Donatella Messina, la Regione Siciliana, le Procure di Caltanissetta e Gela, le Forze dell’Ordine, l’Ispettorato del Lavoro, l’INPS, l’INAIL, l’ASP, la Camera di Commercio, le organizzazioni sindacali confederali CGIL, CISL e UIL, le associazioni datoriali agricole Coldiretti e CIA, l’OIM e numerosi enti del terzo settore e del mondo cattolico come Caritas e l’Ente antitratta Proxima, punta a un approccio multi-agenzia senza precedenti nel territorio.
A spiegare il senso profondo dell’intesa è la prefetta Licia Donatella Messina, evidenziando come l’accordo si fondi sulla sinergia tra istituzioni e terzo settore per offrire risposte concrete: “È un protocollo innovativo che per la prima volta in questo territorio si ispira a una sinergia tra le istituzioni e gli enti del terzo settore per l’assistenza alle persone straniere che per la loro fragilità possono trovarsi in situazioni difficili”. Un’azione mirata non solo al caporalato agricolo, ma a tutte le forme di sfruttamento e mancata integrazione, facendo perno sull’applicazione celere degli articoli 18 e 18-ter del Testo Unico sull’Immigrazione. “Una persona che è stata vittima di reato e vuole collaborare con le autorità, – sottolinea la rappresentante del Governo, – può accedere con estrema facilità a questa forma di protezione che consente il rilascio a brevissimo giro dei documenti, un vantaggio fondamentale e il primo passo verso la vera integrazione».

Sul valore strategico dell’intesa interviene anche il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, che evidenzia l’importanza cruciale della cooperazione interistituzionale per abbattere le barriere culturali e linguistiche che frenano le denunce: “Il punto fermo di questo protocollo d’intesa è la cooperazione, cioè la collaborazione tra enti, tra istituzioni, terzo settore, quindi chi lavora a contatto con i migranti presenti sul territorio“. Vella sottolinea come spesso i lavoratori sfruttati fatichino ad avvicinarsi a forze di polizia e magistratura a causa della barriera linguistica e di diffidenze radicate nei paesi d’origine: “Per superare questa barriera abbiamo bisogno della collaborazione dei vari enti presenti sul territorio, quindi di interpreti, di chi insegna loro la lingua italiana e di mediatori culturali che riescono a far dialogare la nostra cultura con le culture presenti, e in questo modo potremo più efficacemente tutelare queste vittime”.
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