Il governo regionale siciliano ha stanziato 12,5 milioni di euro a sostegno delle imprese, puntando su innovazione, aggregazioni aziendali e aiuti alle attività danneggiate dagli incendi del luglio 2023. Il provvedimento, proposto dagli assessori Alessandro Dagnino (Economia) ed Edy Tamajo (Attività produttive), è stato approvato dalla giunta ed è ora in attesa del via libera dalla commissione Bilancio dell’Ars. La gestione dei fondi sarà affidata all’Irfis.
«Favorire gli accorpamenti tra imprese – ha dichiarato il presidente della Regione Renato Schifani – significa creare operatori economici più forti, competitivi e pronti a confrontarsi con i mercati e con l’innovazione. Questo intervento conferma la volontà del nostro governo di rafforzare concretamente il tessuto imprenditoriale siciliano».
L’assessore Dagnino ha sottolineato come il piano miri a superare il “nanismo” dimensionale di molte realtà produttive locali, incentivando chi sceglie di crescere con piani di sviluppo concreti. «La Sicilia – ha aggiunto – anticipa così le recenti raccomandazioni della Commissione europea, che invita a promuovere l’aggregazione delle PMI».
Il decreto prevede tre linee di intervento:
- 11,5 milioni sono destinati a sostenere aggregazioni tra imprese, con due misure specifiche: una prima prevede un finanziamento agevolato fino a 500 mila euro per sostenere i costi legati al processo di aggregazione, con un contributo a fondo perduto fino al 30%; la seconda finanzia investimenti da parte di nuove PMI nate da fusioni concluse nei sei mesi precedenti alla domanda, con prestiti fino a 2 milioni di euro e contributi a fondo perduto sempre fino al 30%.
- 300 mila euro andranno invece a supporto di programmi per l’efficientamento energetico, la digitalizzazione e l’innovazione dei cicli produttivi, attraverso finanziamenti agevolati fino al 70% dei costi ammissibili, per un massimo di 15 mila euro.
- 700 mila euro sono infine destinati alle imprese colpite dagli incendi del luglio 2023. I contributi a fondo perduto saranno concessi solo se i danni, documentati, non siano stati già risarciti. L’Irfis pubblicherà un bando per distribuire le risorse proporzionalmente ai danni subiti.


















