La volontà di restituire l’arte di Vincenzo Foresta al territorio che lo ha ispirato, con ETERNAL, il figlio d’arte Alberto Antonio Foresta, espone le opere prodotte in oltre cinquant’anni di percorso artistico. La mostra ETERNAL, ospitata dalla Galleria Civica di Palazzo Moncada a Caltanissetta, fino al 30 settembre, è un omaggio al pittore sancataldese ma anche un regalo prezioso al territorio che ha ispirato la sua arte e le sue opere.
“Mio figlio mi ha fatto un grande dono. – dice commosso Vincenzo Foresta – Uno dei quadri a cui sono più affezionato, immortala il momento dell’aratura: c’è un uomo robusto che traina l’aratro e dietro un giovane. Quel ragazzo per me rappresenta mio figlio che mi ha seguito nell’arte. Ero imbarazzato all’inizio, non sono abituato a questa visibilità; lui però ha voluto valorizzare la figura del papà, oltre che dell’artista, e io lo ringrazio molto. Questo rapporto padre-figlio che si realizza nell’arte, per me, è il massimo che un uomo possa desiderare come padre.”

Per Alberto Antonio Foresta, essere contemporaneamente il figlio dell’artista e il curatore della mostra a lui dedicata è stata un’operazione anomala ma molto stimolante. Raccontare la poetica del padre Vincenzo, per Alberto Antonio, ha significato dargli il valore che per lui merita. “I luoghi di questa terra sono stati fondamentali per mio padre, con i loro paesaggi e i loro scorci di vita – spiega Alberto Antonio – ma allo stesso modo, la sensibilità artistica di Vincenzo Foresta è importante per il territorio e va raccontata come lui ha raccontato la verità” Vicoletti, scalinate, chiese, il racconto delle storie della gente, immagini viste dagli occhi del bambino autodidatta e del pittore poi, che per mezzo della mano si sono trasformati in quadri. “C’era un vecchietto che dipingeva in un angoletto a San Cataldo – racconta Vincenzo Foresta – e ho iniziato così, per caso, a dipingere. Mi sono innamorato della pittura da bambino e sono stato arricchito da tutto ciò che vedevo con gli occhi.”
Un viaggio dentro lo sguardo profondo del pittore per conoscerne gli aspetti più nascosti, “abbiamo svuotato le pareti delle case di amici e parenti. – racconta Alberto Antonio – Mio padre è stato un artista sempre chiuso nel suo studio, ha svolto un lavoro molto intimo, la volontà era perciò quella di restituire al popolo l’arte di un artista che lo ha raccontato.” La mostra, intitolata proprio ETERNAL, vuole farsi testimonianza dell’immortalità di un’opera d’arte. La capacità del passato di parlare al presente, commuovere e ispirare emerge chiaramente percorrendo i corridoi della Galleria Civica di Palazzo Moncada, che dal 18 fino al 30 settembre, accoglie le opere di un artista che con grande sensibilità ha raccontato i paesaggi tipici del territorio che lo ha cresciuto, le storie degli ultimi e quelle dei dimenticati.

Per Vincenzo Foresta il titolo ETERNAL ha un significato importante “L’arte non è personale: è per sempre e appartiene a tutti – spiega – L’arte sfida i tempi, anzi, l’arte, in effetti, non ha tempo.” La mostra del pittore, infatti, non è strutturata in modo cronologico, proprio perchè la rappresentazione è intesa a-temporale. “Ho allestito questa mostra in maniera particolare. – spiega Alberto Antonio Foresta – Le opere non sono posizionate in ordine temporale ma in modo tale che creino una narrazione unica e totale.” Questo è proprio il senso di ETERNAL, la retrospettiva di Vincenzo Foresta, un progetto che restituisce la complessità di un artista che, con la forza delle sue immagini, ha saputo dare vita al racconto senza tempo di un territorio e delle storie della gente che lo hanno abitato.