Frana di Niscemi, la norma tappa-buco nel DL Protezione civile: contributi anche alle imprese in affitto

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​Il Consiglio dei Ministri è tornato a intervenire sull’emergenza di Niscemi introducendo una norma mirata a colmare un vuoto normativo e finanziario che aveva lasciato scoperto il tessuto produttivo più vulnerabile colpito dalla frana. L’esecutivo ha inserito nel nuovo decreto una disposizione che prevede un contributo specifico per la delocalizzazione e la riattivazione delle attività economiche e produttive interessate dai dissesti, estendendolo espressamente anche a quelle esercitate in immobili non di proprietà.
​Per comprendere la portata di questa novità bisogna riavvolgere il nastro e guardare a quanto accaduto nei mesi scorsi, quando l’impatto della frana aveva messo in moto i primi canali di ristoro e protezione civile. Nelle fasi iniziali dell’emergenza, la Regione Siciliana e la Protezione Civile avevano avviato gli interventi d’urgenza: tra le prime misure, cinquantasei aziende avevano già ottenuto i primi fondi stanziati tramite il Fondo Sicilia gestito dall’Irfis per ripartire e mettere in sicurezza le proprie attività. Successivamente, l’ordinanza attuativa firmata dal commissario straordinario Fabio Ciciliano aveva disciplinato nel dettaglio la mappa dei ristori e della delocalizzazione. Tuttavia, i criteri di accesso ai contributi per la ricostruzione o il riacquisto di nuovi locali legavano l’indennizzo in modo rigoroso alla titolarità catastale e alla proprietà degli immobili distrutti, lesionati o sgomberati all’interno della zona rossa.
​Questa impostazione aveva finito per creare un’evidente disparità: mentre le imprese proprietarie dei muri potevano accedere alle procedure di indennizzo e ricollocazione, rimanevano del tutto senza copertura economica e normativa quelle attività commerciali e artigianali che operavano in locali condotti in locazione. Pur avendo subito l’azzeramento della sede, il blocco dell’attività e la necessità di trasferirsi altrove per non fallire, gli imprenditori in affitto non disponevano di uno strumento legale per ottenere il contributo per la delocalizzazione. Con l’ultimo intervento in Consiglio dei Ministri viene sanata proprio questa lacuna, garantendo parità di tutela e le necessarie risorse finanziarie per la ripartenza anche a chi esercitava la propria impresa in immobili non di proprietà.

IMG 1795 Frana di Niscemi, la norma tappa-buco nel DL Protezione civile: contributi anche alle imprese in affitto
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