È stato identificato e arrestato dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela il presunto autore dell’aggressione avvenuta ieri mattina ai danni di don Nunzio Samà, parroco della Chiesa Beata Vergine del Carmelo. Il 26enne, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe colpito il sacerdote con un fendente all’addome. L’aggressione si è consumata all’interno del luogo di culto, aperto in quel momento per l’adorazione. Il parroco, ferito, è stato soccorso e trasportato in ambulanza all’ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela, dove è stato medicato: le sue condizioni non sarebbero gravi.
Secondo la ricostruzione dei militari, l’uomo si sarebbe introdotto nella chiesa con la scusa di volersi confessare. Una volta raggiunto il sacerdote nella sacrestia, avrebbe improvvisamente estratto un coltello e lo avrebbe colpito, provocando una ferita di striscio. Il parroco sarebbe riuscito a fuggire attraverso una porta secondaria, trovando rifugio e soccorso. Determinanti per chiarire la dinamica dell’episodio le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area.
Il presunto aggressore è stato rintracciato presso la propria abitazione, dove i Carabinieri hanno effettuato una perquisizione domiciliare. All’interno di un marsupio nascosto sotto un mobile è stato rinvenuto un coltello da cucina, ritenuto compatibile con l’arma utilizzata nell’aggressione. L’oggetto è stato sottoposto a sequestro per ulteriori accertamenti. Secondo quanto emerso da ulteriori approfondimenti investigativi, il gesto sarebbe maturato in un contesto di disturbo di personalità e fanatismo religioso. Il giovane è stato condotto presso la Casa Circondariale di Gela, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno.
Il Sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, ha espresso vicinanza e solidarietà a Don Samà: “A nome mio personale e di tutta l’Amministrazione comunale desidero manifestare la più sincera vicinanza a Don Nunzio Samà, uomo di fede e di grande umanità, che da anni rappresenta un punto di riferimento spirituale e sociale per il popoloso quartiere. L’aggressione subita ci colpisce e ci addolora profondamente. Si tratta di un gesto ingiustificabile, frutto di un disagio che non può e non deve mai trasformarsi in violenza“. Il primo cittadino ha inoltre ringraziato le forze dell’ordine per l’intervento tempestivo e la comunità parrocchiale per la solidarietà dimostrata. “Don Nunzio non è solo un sacerdote, ma un simbolo di accoglienza e dedizione verso gli ultimi. Gela è con lui, nella speranza di una pronta guarigione e nella ferma condanna di ogni forma di violenza“, ha concluso Di Stefano.