Il giallo del quarto Policlinico a Enna: La Regione frena gli entusiasmi e richiama vaglio ministerialeIl giallo del quarto Policlinico a Enna: La Regione frena gli entusiasmi e richiama vaglio ministeriale

Il giallo del quarto Policlinico a Enna: La Regione frena gli entusiasmi e richiama vaglio ministeriale

La Regione corregge il tiro sul quarto policlinico: “Serve l’okay i Roma, la rete ospedaliera non cambia”.
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​La politica batte un colpo, ma la tecnocrazia e i ministeri frenano bruscamente. La contesa sul futuro polo sanitario e universitario del Centro Sicilia si arricchisce di un nuovo, pesantissimo capitolo istituzionale. Dopo il botta e risposta rovente tra Enna — forte dell’ok alla norma di iniziativa parlamentare che stanzia un milione di euro per la progettazione del quarto Policlinico all’ospedale “Umberto I” — e Caltanissetta, a intervenire ora è direttamente l’Assessorato regionale della Salute con una nota ufficiale che ridimensiona gli entusiasmi e apre a più di un dubbio sulla fattibilità immediata dell’opera.

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La doccia fredda arriva dai piani alti della Regione: con una nota formale. L’assessorato alla salute ha voluto fare chiarezza sulla misura inserita in sede di manovra finanziaria, precisando che la norma di iniziativa parlamentare richiede, per la sua attuazione, necessarie ed obbligatorie interlocuzioni istituzionali con i ministeri dell’università e della ricerca, della salute, e per le refluenze di natura finanziaria, anche con il ministero dell’economia. Ma non è tutto, perché il nodo gordiano riguarda la coerenza con gli strumenti di programmazione sanitaria, dato che la norma influisce sulla classificazione del presidio ospedaliero di Enna e non è coerente con la rete ospedaliera, in atto al vaglio dei ministeri affiancanti.


​Una frenata, quella della regione, che va esattamente nella direzione tracciata nelle scorse ore da Caltanissetta. L’amministrazione comunale nissena, guidata dal sindaco Walter Tesauro, aveva appena stamattina infatticonvocato una conferenza stampaproprio per smontare l’annuncio ennese carte alla mano, richiamandosi ai requisiti inderogabili della rete ospedaliera. “Partiamo dal presupposto che per la istituzione, la progettazione e la istituzione di un policlinico necessita un DEA di secondo livello”, aveva dichiarato il sindaco Walter Tesauro durante l’incontro con i giornalisti, ricordando che l’ospedale ennese “Umberto I” è classificato come DEA di primo livello. Un’architettura sanitaria regionale che, secondo Caltanissetta, vede la presenza di soli sette DEA di secondo livello accreditati (tre a Catania, due a Palermo, uno a Messina e uno a Caltanissetta al “Sant’Elia”). Una rete definita blindata, in cui l’offerta è chiusa, il piano sanitario è chiuso, non ci sono altri DEA di secondo livello, tantomeno realizzarli. Da qui la convinzione che la progettualità debba necessariamente radicarsi a Caltanissetta, pur senza chiudere la porta a una collaborazione comprensoriale per un’offerta sanitaria rivolta all’intera cittadinanza del Centro Sicilia.


​La nota dell’Assessorato regionale rischia ora di riaprire i giochi, spostando il campo di battaglia dai consigli comunali ai tavoli romani dei ministeri di Salute, Università ed Economia. Se da un lato Enna rivendica il “titolo” e lo stanziamento iniziale per la progettazione, dall’altro la Regione ricorda che la strada per la nascita di un nuovo Policlinico universitario non passa soltanto dai voti d’aula, ma da un complesso e rigoroso allineamento con i vincoli della sanità nazionale.

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