Il termine “artigianato” e il suo uso non più improprio, CNA: “tutela per imprese e consumatori”

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Entrata in vigore la norma introdotta dalla legge annuale per le PMI che disciplina l’uso del riferimento all’artigianato nella pubblicità di prodotti e servizi, il termine “artigianale” non potrà più essere utilizzata in modo improprio. Le sanzioni previste dalla norma significative per chi utilizza impropriamente la definizione, fino all’1% del fatturato con un minimo di 25.000 euro.

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“Questa norma rappresenta un risultato importante frutto del lavoro portato avanti da CNA a livello nazionale – sottolinea Angelo Scalzo, Presidente nazionale CNA dell’artigianato artistico del legno, vetro e marmo – Per anni abbiamo chiesto regole chiare per difendere il valore del lavoro artigiano e contrastare l’uso improprio di un termine che racchiude competenze, tradizione e identità produttiva. Oggi si compie un passo avanti concreto nella tutela delle imprese che operano con professionalità e qualità”.

Un passo importante per ristabilire un principio fondamentale: l’artigianato non è un’etichetta commerciale, ma un’attività basata su competenze, lavoro e qualità.

“È un risultato importante perché riconosce il valore reale delle lavorazioni artigiane – afferma Presidente CNA Enna, Valentino Savoca – CNA Enna lavora ogni giorno per rafforzare questo riconoscimento, sia nella produzione sia nella rappresentatività del territorio. L’artigianato è identità, qualità e competenza: valori che non possono essere confusi con logiche industriali o utilizzati solo come leva commerciale”.

La nuova disciplina punta a garantire maggiore correttezza nel mercato e a rafforzare la fiducia dei consumatori, valorizzando il lavoro delle imprese artigiane autentiche.

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