Piani paesaggistici, Ance Sicilia chiede alla Regione di rivedere le nuove norme

Assessore Francesco Paolo Scarpinato Piani paesaggistici, Ance Sicilia chiede alla Regione di rivedere le nuove norme Assessore Francesco Paolo Scarpinato Piani paesaggistici, Ance Sicilia chiede alla Regione di rivedere le nuove norme
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L’Ance Sicilia (Collegio Regionale Costruttori Edili Siciliani) esprime massima soddisfazione per la decisione, fortemente auspicata dall’associazione, dell’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato, di ritirare il Piano paesaggistico della Provincia di Palermo e di avviare le consultazioni di sindaci e parti sociali per arrivare a un  testo condiviso.

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Ance Sicilia torna a chiedere all’assessore Scarpinato di sospendere in autotutela e di rivedere le nuove norme di attuazione che all’improvviso modificano tutti i Piani paesaggistici provinciali, tranne quello di Palermo che conteneva i medesimi principi; l’associazione chiede di prevedere una norma transitoria che salvaguardi tutte le autorizzazioni e i titoli che sono già rilasciati o sono in istruttoria con pareri ambientali favorevoli sulla base delle norme preesistenti e di convocare un confronto tecnico con Ance Sicilia, Anci Sicilia e le rappresentanze delle professioni tecniche, per valutare proposte migliorative del testo e utili a definire una fase transitoria.

“La Regione riveda le nuove norme di attuazione dei Piani paesaggistici che bloccano in tutta la Sicilia le iniziative già autorizzate nelle aree agricole a tutela  2 e 3 incidendo su ulteriori zone dei Prg. – dichiarano – Da terreni acquistati come investimento che ora valgono carta straccia fino al blocco di opere comunali quali ampliamenti di cimiteri e aree artigianali.”

Si tratta di norme che correggono sia i Piani paesaggistici già approvati dalla stessa Regione (Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Trapani) sia, attivando norme di salvaguardia, quei Piani che sono solo adottati (Catania, Enna e Messina). “La stretta riguarda tutte le province tranne Palermo, con linee guida che, a cascata, incidono su tutti i vigenti Piani regolatori generali dei Comuni, con conseguenze che finiranno per limitare fortemente lo sviluppo della Sicilia – dicono da Ance Sicilia. – È un principio che colpisce in eguale misura i piccoli Comuni montani come le Città metropolitane.”

Saranno bloccati piani di lottizzazione con istruttoria conclusa, ma non ancora convenzionati; interventi con autorizzazione paesaggistica e parere favorevole della Soprintendenza; permessi di costruire in istruttoria già corredati di titolo paesaggistico; investimenti pubblici e privati già esitati dalla Commissione tecnico specialistica regionale; le opere pubbliche in zona F; terreni acquistati o promessi in vendita ad un certo valore, sulla base di certificati di destinazione urbanistica che di fatto vengono ora smentiti dal decreto, cioè  terreni che non valgono più nulla in quanto non sono più utilizzabili per la realizzazione di opere compatibili, esponendo le parti in buona fede al rischio di contenziosi.    

L’Ance Sicilia chiede, dunque, all’assessore Scarpinato di ritirare il decreto assessoriale numero 25 del 10 giugno scorso, pubblicato lo scorso 26 giugno, che è il decreto cardine, i cui principi sono stati inglobati nel Piano paesaggistico della Provincia di Palermo (decreto assessoriale numero  24 del 10 giugno scorso), le cui conseguenze hanno indotto lo stesso assessore a ritirare preventivamente il provvedimento senza arrivare ad attendere la conclusione dell’iter di eventuali ricorsi.

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