Un passaparola veloce, nato e cresciuto sui social nel giro di poche ore, ha portato centinaia di persone a radunarsi ieri sera in piazza Politeama, a Palermo, per festeggiare il risultato del referendum sulla giustizia. I sostenitori del No si sono dati appuntamento spontaneamente dopo le prime proiezioni, che indicavano un vantaggio per la loro posizione. A circolare online è stata soprattutto una locandina: l’immagine di una precedente manifestazione per il No, accompagnata da un verso dantesco, “e poi uscimmo a riveder le stelle”, diventato in breve tempo il motto della serata. Un richiamo simbolico che molti presenti hanno ripreso anche nei cartelli portati in piazza.
Sotto il teatro Politeama si sono viste bandiere del Partito Democratico, della Cgil, dell’Anpi e del Movimento 5 Stelle, in un mosaico di sigle e sensibilità politiche diverse ma unite dal fronte comune contro la riforma. Canti, applausi e cori hanno scandito la manifestazione, che si è svolta in un clima festoso e senza tensioni. La piazza si è lentamente svuotata solo in tarda serata, mentre sui social continuavano a moltiplicarsi foto, video e messaggi di ringraziamento.
Con il 90 per cento delle sezioni scrutinate, la Sicilia consegna un risultato netto: il No supera il 61 per cento, mentre il Sì si ferma al 38,9 per cento, con oltre 300 mila voti di scarto. L’Isola diventa così la seconda regione italiana per margine a favore del No, superata soltanto dalla Campania, dove il dato ha raggiunto il 65 per cento. Anche regioni tradizionalmente progressiste come Toscana ed Emilia-Romagna restano indietro rispetto al risultato siciliano. In tutte e nove le province siciliane il No risulta nettamente avanti. Le percentuali più alte si registrano a Palermo, dove il fronte contrario alla riforma raggiunge il 65 per cento. Seguono Enna, Siracusa e Ragusa, tutte attestate intorno al 62 per cento. Agrigento e Catania si fermano al 60 per cento, Trapani al 59, mentre Messina e Caltanissetta chiudono rispettivamente al 56 e al 55 per cento.
Nei nove capoluoghi siciliani il quadro è altrettanto chiaro: Palermo guida con un dato vicino al 69 per cento di No, mentre il Sì si ferma al 31 per cento. A Catania il No raggiunge il 63,47 per cento, ad Agrigento il 56,84, a Trapani il 59,39, a Messina il 58,85, a Caltanissetta il 57,84, a Ragusa il 63,35, a Enna il 65,63 e a Siracusa il 65,23. Il primo comune siciliano a completare lo spoglio è stato Calatabiano, in provincia di Catania, dove il No ha prevalso di misura con il 50,73 per cento contro il 49,27 del Sì, con un’affluenza del 46 per cento.
La Sicilia si conferma la regione con la partecipazione più bassa del Paese: l’affluenza quasi definitiva è del 46 per cento. La provincia più partecipativa è Messina, con il 49 per cento, mentre la più bassa è Caltanissetta.