Riesi, all’Istituto Carafa presentati due libri sui siciliani deportati nei lager nazisti

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Una mattinata dedicata alla memoria, alla storia e al dialogo con le nuove generazioni quella che si è svolta nell’Auditorium dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Carlo Maria Carafa” di Riesi, dove sono stati presentati due volumi dedicati agli internati siciliani deportati nei lager nazisti durante la Seconda guerra mondiale.L’iniziativa, inserita nell’ambito del progetto “Book Meet School”, è stata promossa grazie alla collaborazione tra l’istituto scolastico, il Comune di Riesi, l’ANPI di Riesi e l’ANED. Ad aprire l’evento sono stati i saluti della dirigente scolastica Adriana Quattrocchi, del sindaco Salvatore Sardella e della vicesindaca Daniela Pasqualetto. Hanno inoltre portato il proprio contributo Giuseppe Cammarata dell’ANPI di Caltanissetta, mentre la moderazione è stata affidata a Piero Manuguerra.

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Al centro dell’incontro la presentazione dei saggi “Oltre il filo spinato: storie di internati di Riesi e Mazzarino”, scritto da Giuseppe Giancarlo Calascibetta, presidente dell’ANPI di Riesi, economista e studioso di storia locale, e “Altri siciliani testimoni di libertà” dello storico ed esponente dell’ANED Guido Lorenzetti. Attraverso le pagine dei due volumi sono state ripercorse le vicende di uomini che, dopo l’8 settembre 1943, scelsero di non aderire alla Repubblica Sociale Italiana e pagarono quella scelta con la deportazione nei campi di prigionia nazisti. Storie di coraggio, sacrificio e resistenza civile che rappresentano ancora oggi una testimonianza preziosa dei valori della libertà e della democrazia.

Particolarmente partecipato il confronto tra gli studenti e Guido Lorenzetti, che ha dato vita a un vivace dibattito sui temi della memoria storica e dell’impegno civile. Momenti di intensa commozione hanno caratterizzato la mattinata grazie alle testimonianze portate all’attenzione dei presenti. Tra queste quella della professoressa Caci, che ha ricordato il padre Vito Caci, deportato durante il conflitto e salvato dalla donna che in seguito sarebbe diventata sua moglie.

Nel corso dell’incontro sono state ricordate anche alcune figure simboliche del territorio e della storia siciliana della deportazione: Salvatore Russo, insignito della medaglia d’onore alla memoria, Rosario Cammarata e i carabinieri mazzarinesi Salvatore Giujusa e Luigi Bilardo. Quest’ultimo, dopo l’esperienza della deportazione e della lotta partigiana, tornò nell’Arma distinguendosi successivamente nell’attività di contrasto alla mafia al fianco del generale Carlo Alberto dalla Chiesa.

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