San Cataldo – Anche quest’anno, la quarta domenica dopo Pasqua ha visto rinnovarsi una delle feste più sentite della comunità sancataldese: la Festa del Santissimo Crocifisso di Padre Rosario Pirrelli. Un evento che affonda le sue radici nel lontano 1851 e che, da oltre 170 anni, rappresenta un legame indissolubile tra fede, folklore e memoria collettiva.
La celebrazione, nata dall’opera di Padre Rosario Pirrelli, asceta e parroco di Santo Stefano, è strettamente legata a un episodio ritenuto miracoloso. Durante un periodo di grave siccità, il sacerdote guidò i cittadini in preghiera fino alla Chiesa Madre, invocando l’intercessione del Crocifisso. Poco dopo, cadde finalmente la pioggia tanto attesa. Da allora, il Crocifisso, oggi custodito nella cappella della chiesa di Santo Stefano, è divenuto simbolo di protezione e speranza per la comunità. La giornata di festa è iniziata con la tradizionale processione offertoriale: la Commissione, accompagnata da donne e bambini, ha attraversato le vie cittadine portando in dono pani votivi finemente decorati, fiori e spighe di grano, rinnovando un antico rito legato alla cultura contadina. Suggestiva anche laquestua del frumento, che ha visto i membri della Commissione percorrere i quartieri a cavallo, accompagnati dalla banda musicale, per raccogliere offerte e coinvolgere centinaia di cittadini sancataldesi con canti e suoni.
Nel pomeriggio, dopo la solenne celebrazione eucaristica, trasmessa in diretta da ViU News, ha avuto luogo la processione del Crocifisso. Il simulacro in cartapesta, posto su una pesante vara barocca ottocentesca, è stato portato in spalla dai dodici membri della Commissione lungo le vie del centro storico. Il corteo si è concluso con l’emozionante marcia “Ah sì, versate lacrime” e con la tradizionale “maschiàta”, un suggestivo spettacolo di giochi pirotecnici che ha illuminato la notte sancataldese.























