Screenshot 2026 07 07 alle 08.27.45 Sommatino, inchiesta sul Comune: arresti domiciliari per l'ex sindaco Letizia, sei indagati coinvolti Screenshot 2026 07 07 alle 08.27.45 Sommatino, inchiesta sul Comune: arresti domiciliari per l'ex sindaco Letizia, sei indagati coinvolti

Sommatino, inchiesta sul Comune: arresti domiciliari per l’ex sindaco Letizia, sei indagati coinvolti

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Arresti domiciliari per l’ex sindaco di Sommatino Salvatore Letizia e per l’imprenditore di Favara Diego Caramazza. È uno dei principali provvedimenti eseguiti questa mattina dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Caltanissetta nell’ambito dell’operazione denominata “Scacco”, coordinata dalla Procura della Repubblica nissena.

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L’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Caltanissetta al termine degli interrogatori preventivi, riguarda complessivamente sei persone indagate, a vario titolo, per concussione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione e induzione indebita a dare o promettere utilità.

L’attività investigativa prende le mosse dall’attentato intimidatorio avvenuto nella notte del 9 maggio 2024 ai danni dell’allora sindaco di Sommatino, quando alcuni colpi d’arma da fuoco furono esplosi contro la sua autovettura. Da quell’episodio, attraverso intercettazioni, videosorveglianza, servizi di osservazione, pedinamenti, acquisizioni documentali e testimonianze raccolte tra luglio 2024 e ottobre 2025, gli investigatori avrebbero ricostruito, secondo l’ipotesi accusatoria, un sistema di presunti illeciti all’interno dell’amministrazione comunale.

Uno dei primi filoni investigativi riguarda la “3ª Sagra dell’Agricoltura – Sommatino sei Tu”, svoltasi nel novembre 2024. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sindaco, il vicesindaco e l’assessore al Turismo e allo Spettacolo pro tempore avrebbero abusato delle proprie funzioni presentandosi personalmente presso stand e bancarelle per richiedere pagamenti in contanti compresi tra 40 e 150 euro al giorno, quale condizione per garantire l’erogazione dell’energia elettrica necessaria allo svolgimento delle attività.

In caso di rifiuto, avrebbero prospettato il distacco della corrente elettrica e possibili conseguenze per la partecipazione a future manifestazioni. In uno degli episodi contestati, i titolari di un ristorante locale sarebbero stati costretti a fornire pasti gratuiti agli amministratori e ai rispettivi familiari in luogo del pagamento in denaro. Secondo una prima stima degli investigatori, le somme che sarebbero state illecitamente richieste nel corso della manifestazione ammonterebbero a circa 11 mila euro.

Un secondo filone dell’inchiesta riguarda la gestione del settore Lavori pubblici del Comune, che, secondo gli investigatori, avrebbe ruotato attorno alla figura del responsabile pro tempore dell’Area Tecnica e Responsabile unico del procedimento.

Tra gli episodi contestati figura quello relativo ai lavori di consolidamento del costone roccioso in contrada Sant’Anna. Secondo l’accusa, il funzionario avrebbe tentato di indurre un imprenditore edile di Sommatino a versare una tangente di 50 mila euro in relazione a un appalto del valore di oltre 981 mila euro.

Il reato, sempre secondo la ricostruzione della Procura, non si sarebbe consumato esclusivamente per il rifiuto dell’imprenditore, che avrebbe ritenuto eccessiva la richiesta economica.

Screenshot 2026 07 07 alle 08.28.08 Sommatino, inchiesta sul Comune: arresti domiciliari per l'ex sindaco Letizia, sei indagati coinvolti

Contestata anche la gestione dell’appalto per la realizzazione di un asilo nido, del valore di oltre 757 mila euro. In questo caso il funzionario avrebbe ricevuto, o comunque accettato la promessa, di una tangente pari a 5 mila euro per favorire l’affidamento diretto dei lavori a una ditta formalmente intestata alla moglie dello stesso imprenditore.

Gli investigatori contestano inoltre che, nel corso del 2024, il dipendente comunale abbia ricevuto da due privati cittadini un telefono cellulare del valore di circa 1.800 euro, un personal computer e somme di denaro per almeno 4.500 euro, quale corrispettivo per il disbrigo di ordinarie pratiche amministrative di loro interesse.

Il Gip ha inoltre ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in relazione a un presunto accordo corruttivo tra il sindaco, il responsabile dell’Ufficio tecnico e un professionista esterno, operante quale progettista e direttore dei lavori.

Secondo la ricostruzione investigativa, i tre avrebbero ricevuto una tangente complessiva di 45 mila euro, suddivisa in tre quote da 15 mila euro ciascuna, da un imprenditore della provincia di Agrigento, con il supporto di alcuni familiari nella preparazione e nella consegna del denaro.

La somma, secondo l’accusa, sarebbe stata finalizzata a ottenere l’affidamento diretto di due distinti interventi presso Villa Garibaldi di Sommatino, relativi alla recinzione dei marciapiedi e alla sistemazione di muretti e vialetti, oltre alla promessa di un successivo affidamento per i lavori di adeguamento del cimitero comunale.

Sempre secondo gli inquirenti, le due procedure relative a Villa Garibaldi sarebbero state mantenute artificiosamente separate per evitare il superamento della soglia di 150 mila euro prevista dal Codice dei contratti pubblici e consentire così l’affidamento diretto alla stessa impresa. Successivamente, attraverso una perizia di variante, l’importo dei lavori sarebbe stato incrementato di ulteriori 30 mila euro.

Accogliendo il quadro indiziario prospettato dalla Procura, il Gip ha disposto:

  • gli arresti domiciliari per il sindaco dimissionario del Comune di Sommatino Salvatore Letizia e per l’imprenditore di Favara Diego Caramazza;
  • la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per 12 mesi nei confronti del dipendente comunale Roberto Alotta, con divieto di svolgere attività inerenti all’Ufficio tecnico;
  • il divieto di esercitare la professione di architetto e il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione per 12 mesi nei confronti di Calogero Vendra;
  • il divieto di esercitare attività d’impresa nel settore edilizio, di ricoprire incarichi direttivi in imprese dello stesso settore e il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione per 12 mesi nei confronti di Luigi Pulci;
  • il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione per 12 mesi nei confronti di Lorenzo Pulci.

Per quanto riguarda l’ex vicesindaca Castellano e l’ex assessore Rumeo, il Gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato di concussione, ma non ha applicato alcuna misura cautelare, ritenendo cessate le esigenze cautelari a seguito delle dimissioni dalle rispettive cariche.

Nei confronti di Salvatore Letizia è stato inoltre disposto il sequestro preventivo di 15 mila euro, somma che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata ricevuta dall’imprenditore Diego Caramazza.

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