Una storia musicale che va dal nord della Francia al sud dell’Italia: Simon Ferrante canta le sue radici

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Simon Ferrante
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Francese di Nancy ma con radici siciliane, Simon Ferrante canta e porta nella sua musica le sonorità dell’isola paterna. Vive e canta lontano ma porta sempre con sé Delia e i ricordi dolci legati alla Sicilia. Simon ha 7 anni quando scrive la sua prima canzone. Il padre, nato a Delia, in provincia di Caltanissetta, nell’entroterra siciliano, è un pittore, il fratello invece è chitarrista. Per Simon avvicinarsi all’arte, dice lui stesso, è stato naturale.

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“Ho iniziato a cantare da bambino. – racconta Simon Ferrante – Nella mia famiglia si è sempre fatta musica. Ho un ricordo molto dolce di mio nonno paterno che suonava il mandolino”.

Un suono, quello del mandolino, che gli è rimasto nel cuore, come la Sicilia: “Torno spesso in Sicilia, anche tre, quattro volte l’anno. La adoro. Amo, in particolare, il calore della gente, la cucina, infatti tutte le volte che torno a Delia mangio le cuddrureddre. Lì ho le mie radici e tanti ricordi che mi accompagnano e che mi tornano in mente quando faccio musica. Sono molto legato all’isola.”

Simon ha anche scritto un brano ispirato alle canzoni di Rosa Balistreri, si intitola proprio “Stu amuri”.

“Ho sempre ascoltato la musica italiana, mio papà la amava. – ricorda Simon – In particolare sono cresciuto con Rosa Balistreri e Lucio Dalla. I miei preferiti però sono Riccardo Cocciante e Edoardo Bennato.” Fonde insieme, Simon, la chanson française e le sonorità tipiche delle sue radici familiari. Un percorso musicale autentico, quindi, che rispecchia la sua storia che si snoda tra il nord della Francia e il sud dell’Italia.

“Vrai il mio ultimo brano – dice Ferrante – parla di autenticià e di sincerità, nel senso del rifiuto delle maschere imposte dalla società.” Il singolo, che è gia fuori su tutte le piattaforme, anticipa l’uscita di una cover e di “Stu amuri” che sarà rilasciato nei prossimi mesi. L’album a cui sta lavorando, invece, si intitolerà “Bambino”. Il titolo è ispirato a Dalida: “mia sorella Dora la adora e ho voluto farle questo piccolo regalo”, spiega Simon.

Tra i suoi prossimi progetti, a Digoin, l’apertura del concerto degli Eiffel il primo di ottobre.

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