Partono le attività di esplorazione dei fondali della Sicilia sud-orientale con l’obiettivo di individuare nuove aree di interesse archeologico e ambientale. Si tratta del “Progetto pilota per la ricerca sistematica in acque profonde”, promosso dalla Regione Siciliana nell’ambito della collaborazione tra la Soprintendenza del Mare e Arpa Sicilia.
Le operazioni, avviate oggi, interesseranno diversi tratti della costa a profondità comprese tra i 50 e i 150 metri. Per le indagini verranno utilizzate tecnologie avanzate come side scan sonar, multi beam echo sounder e veicoli subacquei telecomandati, strumenti che permetteranno di verificare segnalazioni e ipotesi formulate nel corso degli anni.
Un’attenzione particolare sarà riservata al tratto di mare di Brucoli, nel Siracusano, da tempo al centro di studi e ipotesi legate alla possibile origine dei Bronzi di Riace. Il coordinamento scientifico delle attività è affidato all’archeologo Roberto La Rocca, che guiderà i lavori insieme ai team tecnici delle due istituzioni coinvolte.
“Queste indagini – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – segnano un salto di qualità nell’approccio alla conoscenza del patrimonio sommerso. L’integrazione tra competenze archeologiche, tecnologie avanzate e monitoraggio ambientale consente, per la prima volta, una lettura interdisciplinare e su larga scala dei fondali siciliani, anche grazie al contributo di Arpa Sicilia“.


“Una sinergia che rafforza la tutela e apre a nuove prospettive di ricerca, restituendo centralità al mare come archivio della nostra storia“, commenta il soprintendente del Mare Ennio Turco.