Stella Gattuso, nata a San Cataldo il 18 luglio 1926, ha spento ieri cento candeline. Un traguardo straordinario festeggiato dall’affetto della sua comunità, della famiglia e di una contrada, la Favarella che per lei non è solo un luogo ma un pezzo di vita. La sua storia affonda le radici in una famiglia contadina semplice e numerosa: nove figli, un’infanzia fatta di lavoro nei campi e di quella solidarietà spontanea che caratterizzava le famiglie di una volta. Nel 1926, lo stesso anno della sua nascita, veniva al mondo anche Francesco Riggi, l’uomo che sarebbe diventato suo marito. Agricoltore, figura rispettata nella comunità, Francesco è scomparso nel 2007 all’età di 81 anni, lasciando in Stella un vuoto colmato solo dall’amore dell’unico figlio Alfonso.

La festa per i suoi cento anni è stata organizzata nei minimi dettagli dalla nuora Maria Carmela Cravotta, che ha trasformato un compleanno in un evento corale. Le celebrazioni sono iniziate nella Chiesa di San Michele Arcangelo, nella frazione nissena, con una messa officiata dal rettore Don Carmelo Sanguedoloce. Un momento intenso, raccolto, che ha dato il via a una giornata di gioia autentica. Poi il trasferimento presso EraOra del Molino Ferrara, dove parenti e amici — tantissimi — hanno reso omaggio alla donna che per tutti è un punto di riferimento. Stella è stata una casalinga appassionata di cucina, una di quelle donne che hanno fatto della casa un luogo di profumi, sapori e tradizioni. Ancora oggi, alla sua veneranda età, non rinuncia a “mettere le mani in pasta” per chi le vuole bene. È il suo modo di dire “ci sono”, di mantenere vivo un legame che attraversa generazioni. E quel legame è fortissimo anche con la Favarella, la contrada dove ha sempre vissuto e dove continua a risiedere insieme al figlio Alfonso e alla nuora Maria Carmela.
Auguro tanto bene a te zia e ai tuoi cari che ti accudiscono e si prendono cura di te