Cantieri PNRR verso la chiusura nel Nisseno: l’Ugl sollecita un confronto sul futuro occupazionale

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Andrea Alario, segretario provinciale UGL Caltanissetta
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A Gela e negli altri comuni della provincia di Caltanissetta si entra nelle settimane decisive per la chiusura dei cantieri finanziati con i fondi del Pnrr. È una fase attesa, soprattutto nel capoluogo del Golfo, dove la mole di interventi avviati grazie al programma “Qualità dell’Abitare” ha segnato negli ultimi anni una delle stagioni più intense per il settore delle opere pubbliche. Molti cantieri erano attesi da tempo e oggi si avvicinano alla conclusione entro le scadenze fissate a livello ministeriale.

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Per il segretario provinciale Ugl, Andrea Alario, avere un quadro chiaro di ciò che verrà completato è un passaggio imprescindibile. “Definire una mappa precisa dei cantieri che chiuderanno nei tempi stabiliti è fondamentale per comprendere cosa è stato realizzato e cosa resta da fare”, spiega. Secondo Alario, finora le amministrazioni comunali del territorio, a partire da quella di Gela, non hanno avviato un confronto costante con le organizzazioni sindacali su questo tema, nonostante l’impatto che la fine dei lavori avrà sul tessuto occupazionale.

Il segretario Ugl richiama infatti un elemento spesso sottovalutato: la conclusione delle opere pubbliche strategiche non riguarda solo la fruizione dei nuovi spazi da parte dei cittadini, ma incide direttamente sulla forza lavoro del settore edile. “La riduzione della manodopera impiegata sarà inevitabile”, osserva Alario, ricordando come il comparto abbia attraversato fasi di crisi attenuate prima dal Superbonus 110 per cento e poi proprio dai cantieri finanziati con il Pnrr. Con la chiusura dei lavori, il rischio è quello di tornare a una stagnazione quasi totale.

Da qui l’appello alle amministrazioni comunali di Gela e della provincia: aprire un dialogo strutturato con le organizzazioni sindacali per tracciare un quadro aggiornato delle opere completate e di quelle che vedranno la luce nei prossimi mesi. Un confronto che, secondo Alario, deve includere anche la programmazione dei futuri capitoli di finanziamento, così da capire se esisteranno nuove opportunità occupazionali per i lavoratori locali e da evitare brusche frenate nel settore.

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