Caltanissetta, il problema del verde pubblico: per il PD serve concretezza

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Il Partito Democratico di Caltanissetta si è espresso in merito alle grandi mobilitazioni della cittadinanza a tutela del Parco Dubini e contro il rischio di lottizzazione della Collina S. Anna, constatando che queste abbiano consentito l’avvio di un confronto sulla gestione del verde pubblico in città.

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Sul verde urbano e sugli spazi condivisi, che sono per il PD due temi fondamentali, si gioca la vivibilità stessa di Caltanissetta. La città, infatti, soffre da anni un grave problema di socialità che attraversa tutte le generazioni, le quali hanno sempre meno luoghi liberi, accessibili e soprattutto gratuiti in cui incontrarsi, costruire relazioni, praticare sport, condividere tempo e sentirsi parte di una comunità. “In assenza di spazi pubblici realmente fruibili, il rischio è che si affermi un modello di città fondato quasi esclusivamente sul consumo, nel quale l’aggregazione è possibile solo dove si compra qualcosa o dove l’accesso è mediato dalla disponibilità economica. – sostiene la Segretaria del PD nisseno, Greta Tassone.– Difendere e rigenerare il verde pubblico significa, invece, rivendicare un’idea diversa di città: più inclusiva, più democratica e più attenta ai bisogni quotidiani delle persone.”

Recentemente, un intervento dell’ex Assessore Oscar Aiello ha posto questo tema, sostenendo che “Se oggi nelle attuali condizioni, il Comune non riesce a garantire pienamente la cura del patrimonio esistente, come si può pensare, in modo prudente di farsi carico anche dell’immensa area e delle infrastrutture del Parco Dubini?”.

Sulla scia dell’occasione offerta dalle parole dell’ex Assessore Aiello il PD sta provando a ragionare in modo più puntuale sulla gestione del verde pubblico nisseno.

Il bilancio ed il piano economico di gestione approvati da questa amministrazione comunale hanno previsto una spesa annua di 200.000€ per la manutenzione delle aree verdi e dei giardini pubblici, confermando la stessa cifra per il 2026, il 2027 e il 2028. A queste risorse si aggiungono finanziamenti derivanti da risorse extra comunali e destinati ad interventi straordinari, come il 1.800.000€ destinati alla riqualificazione della Villa Amedeo, o i 50.000€ che verranno investiti su Villa Monica. Al netto di questi stanziamenti una tantum, pare evidente però che la quota di bilancio destinata alla manutenzione ordinaria del verde pubblico sia del tutto insufficiente.

Il PD ha stimato, prendendo in considerazione le principali aree verdi della città, che ci troviamo di fronte ad un’estensione di 122.799 metri quadri, il che vuol dire che annualmente il Comune di Caltanissetta intende spendere 1,62€ per metro quadro di verde pubblico.

A Caltanissetta il verde urbano fruibile per abitante (Fonte Legambiente: Ecosistema Urbano 2025) raggiunge appena la soglia minima prevista dalla normativa vigente dei 9 mq pro capite (DM 1444/1968 sugli standard urbanistici minimi), attestandosi su una dotazione di 9,2 mq/ab , una soglia assai lontana dalla dotazione media nazionale di circa 21,33mq/ab. “Le condizioni disastrose in cui versano le ville comunali ed in generale il verde pubblico cittadino – dicono dal PD – devono imporre a chi amministra la città, finalmente, un cambio deciso di paradigma.”

Per questo, in occasione della discussione sul prossimo bilancio comunale “presenteremo emendamenti che consentano di investire di più e meglio sulla gestione del verde urbano, – dichiara il consigliere, Carlo Vagginellifacendo una scelta di buona amministrazione che passa per la creazione di un Ufficio Comunale del Verde Pubblico (attualmente non esistente) a cui affidare un ruolo di indirizzo e coordinamento delle attività di gestione del verde.”

“Ma per raggiungere tali importanti risultati bisogna avere la consapevolezza che le sole risorse comunali non bastano e che la strada maestra è ormai rappresentata dalla co-progettazione e gestione condivisa di giardini pubblici, spazi verdi ed attrezzati con associazioni ambientaliste e del terzo settore, comitati di quartiere, federazioni ed enti di promozione sportiva.” sostiene il responsabile ambiente e territorio del Partito Democrativo, Ivo Cigna.

Significativi sono infatti gli esempi della collaborazione attiva del Comitato di Quartiere di San Luca nella gestione del “Giardino della Legalità”; della collaborazione delle Società sportive locali nella gestione di alcuni impianti comunali di quartiere; della gestione di Legambiente per l’Orto Sociale del quartiere Angeli; della gestione della Casa del Volontariato “Letizia Colajanni” di via Xiboli da parte del MOVI.

Il PD non ha mai sostenuto che l’amministrazione comunale dovesse farsi carico da sola “della totale responsabilità giuridica e dell’onere economico della messa in sicurezza e della successiva manutenzione ordinaria e straordinaria e dell’intera gestione”. Al contrario, sin dall’inizio della mobilitazione a difesa del Dubini, il Comitato per il Parco Dubini ha proposto che il Parco fosse gestito attraverso la concertazione tra il Comune, l’ASP di Caltanissetta ed il Comitato stesso, aprendo al contempo ad ulteriori soggetti pubblici e privati, con una ripartizione di impegni ed oneri economici e di gestione tra tutti i soggetti coinvolti.

Questa medesima posizione è stata portata in Consiglio comunale proprio dal PD e dalle altre forze di opposizione in occasione della seduta del 4 giugno u.s., e in quella occasione sia l’Amministrazione che la direzione dell’ASP, che l’intero Consiglio Comunale hanno dichiarato di condividerla.

In tal senso, il Partito, ha accolto positivamente le disponibilità espresse dal direttore Generale dell’ASP, Salvatore Ficarra e dall’Assessore Salvatore Licata per l’Amministrazione Comunale di Caltanissetta ed andrebbe, per questo, letto il documento di sintesi sottoscritto da tutti i Consiglieri comunali, ove si propone che il Parco Dubini sia qualificato come bene comune urbano ai sensi degli articoli 26 e seguenti del Regolamento comunale sulla partecipazione civica, e dove si chiede inoltre l’attivazione di un tavolo di concertazione tra il Comune, l’Asp, il Comitato per la riapertura del Parco Dubini (espressione di 37 associazioni) ed altri soggetti pubblici o privati che possano essere coinvolti. Tra questi, il PD ritiene vi siano in primo luogo il Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, l’Azienda Forestale e il Comune di S. Cataldo.

“Ora è necessario dare concreta attuazione a queste proposte, avviando senza ulteriori rinvii il percorso di gestione condivisa del Parco Dubini e coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali, associativi e civici che possono contribuire alla sua riapertura e alla sua cura. – Dichiara il Partito Democratico nisseno – Inoltre, a nostro parere, questa esperienza potrebbe rappresentare un riferimento prezioso anche per la futura gestione del Parco S. Anna, un’altra grande area verde che va sottratta all’abbandono e restituita al più presto alle cittadine e ai cittadini di Caltanissetta.”

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