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Palazzo del Carmine, Caltanissetta

Caltanissetta, l’opposizione presenta un’interrogazione al sindaco sulla refezione scolastica

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Caltanissetta – I consiglieri comunali di tutti i gruppi di opposizione hanno presentato oggi un’interrogazione al sindaco per chiedere chiarimenti sulle nuove modalità di gestione del servizio di refezione scolastica attraverso la piattaforma Archimede. Pur dichiarandosi favorevoli alla digitalizzazione dei servizi, i consiglieri contestano l’impostazione adottata dal Comune. «Non contestiamo la digitalizzazione del servizio, ma una digitalizzazione che, anziché eliminare adempimenti, li trasferisce interamente sulle famiglie», sostengono i firmatari dell’interrogazione.

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Al centro delle critiche vi è l’obbligo, annunciato dall’Amministrazione nel comunicato del 25 settembre, che prevede la conferma quotidiana della presenza degli alunni al servizio mensa tramite App, anche per le famiglie esenti dal pagamento. Secondo l’opposizione, la misura appare difficilmente giustificabile, dal momento che la presenza degli studenti viene già rilevata ogni mattina dagli istituti scolastici attraverso il registro elettronico. «Non è comprensibile che quotidianamente questo adempimento debba essere assolto anche da ogni singola famiglia», affermano i consiglieri.

Nell’interrogazione viene inoltre ricordato che, al momento della presentazione della piattaforma Archimede nel novembre 2024, il Comune aveva illustrato un modello organizzativo diverso, nel quale sarebbero stati gli insegnanti a registrare direttamente dall’aula le presenze al servizio mensa. Da qui una serie di interrogativi rivolti all’Amministrazione: «Cosa è cambiato in meno di due anni? Perché una funzione che era stata espressamente pensata per essere gestita all’interno della scuola viene oggi trasformata in un obbligo quotidiano posto a carico dei genitori?». I consiglieri ritengono che la questione non possa essere considerata secondaria. «Una famiglia con uno o più bambini deve ricordarsi ogni giorno di utilizzare l’applicazione per segnalare la presenza dei figli a scuola», osservano, chiedendo all’Amministrazione di spiegare con chiarezza le ragioni della scelta adottata e le conseguenze di eventuali dimenticanze.

Un altro punto riguarda infatti gli effetti pratici del nuovo sistema. Nel comunicato comunale si specifica che, in assenza della regolare iscrizione e del pagamento, il pasto non potrà essere erogato. Non viene però chiarito esplicitamente cosa accada nel caso in cui un bambino sia regolarmente iscritto e la famiglia abbia pagato il servizio, ma il genitore dimentichi di confermare la presenza sull’App.

«Se il bambino è regolarmente iscritto, il servizio è stato pagato ma il genitore dimentica di confermare la presenza, quel bambino riceverà il pasto oppure no?», chiedono i consiglieri. Analogo dubbio riguarda le presenze registrate per errore: «Cosa accade se la presenza viene inserita ma il bambino non usufruisce della mensa? Il pasto viene comunque contabilizzato?».

L’opposizione denuncia inoltre una presunta contraddizione tra la guida operativa diffusa alle famiglie e il comunicato dell’Amministrazione. Nella documentazione tecnica si parla infatti di “segnalazione delle assenze”, mentre nel comunicato si fa riferimento alla necessità di confermare ogni giorno la presenza. «Sono due meccanismi organizzativamente diversi: si deve comunicare l’assenza oppure confermare ogni giorno la presenza? Prima di chiedere alle famiglie un utilizzo costante dell’applicazione, sarebbe il minimo sindacale che fosse la stessa Amministrazione a fornire indicazioni univoche», sottolineano.

Le critiche investono anche il profilo economico del servizio. La guida operativa prevede infatti un sistema di pagamento anticipato, con recupero automatico dei pasti non consumati nel bollettino PagoPA del mese successivo. Pur riconoscendo che il meccanismo consenta il recupero delle somme versate, i consiglieri evidenziano possibili difficoltà per alcune famiglie. «Le famiglie dovranno anticipare l’intero importo mensile e questo potrà incidere diversamente sui nuclei familiari in relazione alla loro condizione economica», affermano. Per questo chiedono chiarimenti sulle modalità di gestione degli eventuali errori di registrazione e dei relativi rimborsi o compensazioni. Particolare attenzione viene richiesta anche per le fasce più fragili della popolazione e per chi incontra difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali. «La tecnologia, che dovrebbe servire a semplificare la vita di ciascuno, nel caso di specie la aggrava moltiplicandone obblighi e adempimenti», sostengono i firmatari.

Nell’interrogazione, sottoscritta dai consiglieri Annalisa Petitto, Armando Turturici, Roberto Gambino, Felice Dierna, Carlo Vagginelli, Federica Scalia e Calogero Palermo, viene infine evidenziato un possibile rischio sul medio periodo. Secondo l’opposizione, se l’accesso alla mensa dovesse essere percepito come economicamente o organizzativamente più gravoso, alcune famiglie potrebbero scegliere percorsi scolastici che non prevedano il servizio, con possibili ripercussioni sull’organizzazione complessiva e sul personale coinvolto.

Per i consiglieri, il nodo resta soprattutto politico e amministrativo. «Non basta definire un servizio “più semplice, trasparente e accessibile” perché lo sia davvero. La semplificazione si misura sugli adempimenti che vengono eliminati, non su quelli che vengono trasferiti sui cittadini», affermano. Da qui la richiesta al sindaco di intervenire per fare piena chiarezza: «Se per ottenere lo stesso pasto una famiglia deve pagare prima, accedere ogni giorno a un’applicazione, confermare una presenza già conosciuta dalla scuola e preoccuparsi delle conseguenze di un’eventuale dimenticanza, la semplificazione tecnologica non esiste e non è certo questo il modo in cui l’Amministrazione può farne uso».

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