Corruzione, chiesto l’arresto di Gaetano Armao

I magistrati hanno chiesto misure cautelari nei confronti di altri otto indagati.
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Gaetano Armao
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La Procura di Palermo ha chiesto l’applicazione di una misura cautelare nei confronti dell’avvocato Gaetano Armao, ex vicepresidente ed ex assessore della Regione Siciliana, nell’ambito di un’inchiesta per corruzione. Oltre ad Armao, i magistrati hanno chiesto misure cautelari nei confronti di altri otto indagati.

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Nell’ambito dell’indagine, la Squadra Mobile di Palermo ha eseguito perquisizioni negli studi professionali di Armao, a Palermo e Roma, oltre che nella sua abitazione. L’indagine è coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia. Al centro dell’inchiesta c’è la Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, di cui Armao è stato presidente fino allo scorso agosto. Secondo l’ipotesi degli inquirenti, dietro il parere tecnico di alcuni dossier potrebbe nascondersi un sistema illecito.

Tra le persone coinvolte figura anche Giuseppe Geremia Lombardo, deputato all’Assemblea regionale siciliana del Mpa e nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo. Nell’inchiesta risultano inoltre coinvolti i manager Giuseppe Argirò e Marco Gentile Malacarne, Benedetta Costanzo, gli imprenditori Luigi Zancla, Mario Lupo e Sergio Vella e l’avvocato Pierluigi Matta.

Per otto degli indagati la Procura avrebbe chiesto gli arresti domiciliari, mentre per un altro sarebbe stato richiesto il divieto di dimora. Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione. Sulle richieste cautelari si pronuncerà il Gip dopo gli interrogatori preventivi degli indagati.

Armao ha ricoperto in passato diversi incarichi nella politica regionale, tra cui quelli di assessore e vicepresidente della Regione durante i governi di Raffaele Lombardo e Nello Musumeci.

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