Caltanissetta, padre denuncia sui social: “Chiedete scusa a mia figlia per averla impaurita”

Caltanissetta. Un padre: "Chiedete scusa a mia figlia per averla impaurita" Caltanissetta. Un padre: "Chiedete scusa a mia figlia per averla impaurita"
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Con un video pubblicato sui social, Giuseppe Giugno, padre di una ragazza di Caltanissetta ha lanciato un appello chiedendo aiuto affinché venga fatta luce su quanto accaduto alla figlia quattordicenne alle prime luci dell’alba: “Chiedo il vostro aiuto su una situazione che pensavo non mi capitasse”, esordisce.

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Il video pubblicato su Facebook da Giuseppe Giugno

Il padre nel filmato racconta che la ragazza, mentre rientrava a casa in auto nel capoluogo nisseno, dopo aver trascorso del tempo con alcuni amici, è stata affiancata in via Rochester da una Peugeot 208 bianca con a bordo quattro o cinque giovani. Secondo il suo racconto, gli occupanti avrebbero cercato di costringerla a fermarsi rivolgendole frasi come: “Fermati che ci divertiamo, sei bella”, accompagnate, aggiunge, da altre espressioni che preferisce non ripetere. Spaventata, la giovane avrebbe proseguito la marcia senza fermarsi. L’inseguimento sarebbe continuato fino alla rotatoria di viale Stefano Candura. Qui, sempre secondo quanto riferito dal padre, nel video pubblicato nel suo account Facebook, la Peugeot avrebbe urtato il paraurti posteriore destro dell’auto della ragazza, spingendola verso la rotatoria. La quattordicenne, in lacrime e sotto shock, è riuscita a fermarsi nel parcheggio di una vicina attività commerciale. La ragazza ha quindi contattato alcuni amici, che l’hanno raggiunta sul posto. Nel frattempo, gli occupanti della Peugeot sarebbero tornati a transitare nella zona. Gli amici li avrebbero seguiti riuscendo ad annotare il numero di targa. Il padre sottolinea inoltre la presenza di sistemi di videosorveglianza sia in via Rochester sia nei pressi della rotatoria.

Nel video l’uomo rivolge un appello: “Vi chiedo veramente aiuto di fare diventare questo video virale”. Ringrazia inoltre la Polizia di Stato e la Questura di Caltanissetta per il tempestivo intervento e per il supporto fornito alla figlia, definendo esemplare il modo in cui gli agenti hanno gestito la situazione. Prima di procedere formalmente, il padre si rivolge direttamente ai responsabili invitandoli a farsi avanti. “Vi chiedo di essere civili”, afferma, proponendo un incontro durante il quale chiedere scusa alla ragazza, possibilmente alla presenza dei loro genitori. “Siete ancora in tempo per sistemarla questa cosa”, aggiunge. L’uomo spiega di non aver ancora presentato denuncia per impegni di lavoro, lasciando intendere di voler concedere qualche giorno ai responsabili per assumersi le proprie responsabilità. In caso contrario, assicura che procederà per vie legali.

Al momento si tratta di una vicenda ancora tutta da verificare e per la quale non risulta sia stata presentata alcuna denuncia.

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