“L’esito positivo della sperimentazione dell’inibitore per i cellulari introdotti illegalmente nel carcere di Secondigliano rappresenta una risposta concreta a un problema che non può essere sottovalutato. Più sicurezza, più controllo e strumenti più efficaci per impedire che il carcere possa diventare un luogo attraverso cui continuare a gestire attività criminali”.
Cosi Carolina Varchi, deputato Segretario di Presidenza alla Camera e capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Giustizia.
“Quanto accaduto a Palermo dimostra quanto questo intervento sia assolutamente indispensabile. Proprio ieri all’Ucciardone sono stati sequestrati dieci cellulari, oltre a sostanze stupefacenti. E pochi mesi fa l’inchiesta sulla cosiddetta banda del Kalashnikov aveva fatto emergere uno scenario ancora più grave: secondo gli investigatori, dal carcere partivano messaggi e disposizioni diretti a chi agiva sul territorio”.
“Non parliamo, dunque, di una misura sproporzionata – prosegue Varchi – ma di uno strumento essenziale per chiudere uno spazio che la criminalità ha dimostrato di saper sfruttare. La pena detentiva deve interrompere concretamente la possibilità di continuare a dirigere traffici, impartire disposizioni o mantenere operativa una rete criminale. Rendere inutilizzabili i dispositivi introdotti illegalmente significa rafforzare la sicurezza degli istituti e, soprattutto, quella dei cittadini”.
“Il risultato raggiunto a Secondigliano conferma la determinazione del governo Meloni nel dotare lo Stato di strumenti sempre più efficaci contro mafia e criminalità organizzata. Un plauso al sottosegretario ala Giustizia Alberto Balboni e al Dap per l’impegno con cui ha seguito e sostenuto questo risultato”.